“Se gli altri ci tassano, noi tassiamo loro”

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Washington, 22 mar. (AdnKronos) – “Se ci tassano, noi tassiamo loro. Agiremo nei confronti della Cina, potrebbe essere un’azione da 60 miliardi di dollari”. Donald Trump annuncia la ‘controffensiva’ nei confronti della Cina, con il varo di tariffe destinate a colpire le importazioni negli Stati Uniti. Il presidente ha firmato alla Casa Bianca il memorandum che ha come obiettivo dazi ‘anti-Pechino’.

“Vedo la Cina come amica, ho un grande rispetto per il presidente Xi, abbiamo un ottimo rapporto: ci stanno aiutando molto in Corea del Nord. Ma abbiamo un deficit commerciale di 504 miliardi di dollari, qualcuno dice 375 miliardi in base al modo in cui si calcola. E’ comunque il deficit più ampio mai registrato da un paese ed è fuori controllo. Abbiamo un tremendo problema di furti di proprietà intellettuale, centinaia di miliardi di dollari su base annuale”, aggiunge Trump.

“Ho parlato con il presidente e con altri rappresentanti della Cina. Ho chiesto di ridurre immediatamente il deficit commerciale di 100 miliardi di dollari, è molto. Se gli altri tassano del 25% una nostra auto e noi tassiamo una loro auto del 2%, non va bene. Ecco come ha fatto la Cina a ricostruire… Siamo impegnati in una ampia discussione, vediamo come andrà a finire”, dice ancora.

“Molti paesi ci contattano per trattare, perché non vogliono pagare le tariffe previste per acciaio e alluminio. Stiamo iniziando una trattativa con l’Unione Europea, che ha barriere: loro possono fare affari con noi ma noi non possiamo fare affari con loro, non è equo”, dice.

“Il Nafta – afferma riferendosi al trattato tra Usa, Messico e Canada – è stato molto penalizzante per gli Stati Uniti, dobbiamo migliorarlo o fare qualcos’altro. L’accordo con la Corea del Sud è molto squilibrato, deve essere modificato. Tutti vogliono trattare e in molti casi, forse tutti, troveremo un accordo”, dice facendo riferimento agli interlocutori.

“Stiamo facendo cose che avrebbero dovuto essere fatte tanti anni fa. Gli Stati Uniti sono stati oggetti di abuso da parte di tante altre nazioni che hanno tratto vantaggi. Faremo in modo che non accada più: forse è uno dei motivi per cui sono stato eletto, forse uno dei motivi principali. Abbiamo un deficit commerciale totale di 800 miliardi”, dice snocciolando altre cifre.

“Vogliamo rapporti reciproci. La parola chiave è reciprocità, a specchio: se ci tassano, noi tassiamo loro. Per molti anni non è stato così, in molti non riuscivano a credere di aver tratta vantaggio dai rapporti commerciali con gli Stati Uniti”, afferma ancora. “Ho parlato più volte di pratiche commerciali scorrette. Abbiamo perso 60mila imprese nel nostro paese in pochi anni, almeno 6 milioni di posti di lavoro. Ora cominciano a tornare”.