Se il palcoscenico va per Castelli Ecco l’ottava edizione del Napoli Teatro Festival

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Tutti al Castello per conoscere il nuovo programma del Napoliteatrofestival 2015, che giunge alle porte con la sua ottava edizione. A movimentare il giugno napoletano trenta prime nazionali, dieci lavori stranieri e sei spettacoli di danza, a cui si aggiunge un cartellone arricchito da trenta performances delle giovani compagnie del Fringe Festival. Una nuova location privilegiata e di fascino immenso, quella della magnifica fortezza di Sant’Elmo, che si erge sulla città e che farà da palcoscenico alternativo grazie alla sua vocazione all’arte contemporanea. Il Castello ospiterà incontri di qualità e si unisce ai teatri cittadini, come il Mercadante, la Galleria Toledo, il Nuovo, ed ancora il Bellini e il Politeama, per dare l’opportunità di fruire dei suoi spazi e delle collezioni del museo Novecento a Napoli. Una Napoli da vivere nell’arte globale e con il suo immenso patrimonio artistico, attraverso appuntamenti con attori e critici e visite guidate al complesso monumentale. Siamo infatti appena usciti dalla conferenza stampa di presentazione svoltasi proprio nel cuore della fortezza, alla presenza del presidente del Napoliteatrofestival Luigi Grispello, l’assessore regionale alla cultura Caterina Miraglia, la direttrice Angela Tecce, Pasquale Gentile. E’ una suggestione senza pari attraversare la Piazza d’Armi, la Sala Cannoni e l’Auditorium, lo sarà ancor più con le esibizioni teatrali in programma. La rassegna aprirà proprio a sant’Elmo mercoledì 3 giugno con lo spettacolo francese dedicato alla dolcezza della natura come rimedio alla violenza imposta dalla società odierna,  La douceur perméable de la rosée, a cura del coreografo napoletano Paco Dècina, e si concluderà a fine mese, il 27 e 28 con un doppio spettacolo sempre al Castello con Sonata per il Commissario Ricciardi, da un racconto di Maurizio de Giovanni, interpretazione e regia di Andrea Renzi, e Il metodo, commedia sul crudele mondo del lavoro di Jordi Galceran con Giorgio Pasotti. Tra gli spettacoli di punta “Afrodita e il giudizio di Parigi” della compagnia catalana La Fura dels Baus che coinvolgerà la città alla Mostra D’Oltremare con la rivisitazione del tema mitologico sul pomo della discordia dove Teatro, musica, circo, danza, cinema, pubblicità si misceleranno all’aperto. Ancora un mito in chiave contemporanea, quella di Euridice ed Orfeo di Valeria Parrella, prodotto dalla Fondazione teatro di Napoli al Bellini. Attesa anche per la compagnia di ballo inglese, “Ballet Black”, che presenterà due coreografie “The second coming” e “A dream within a midsummer night’s dream”. Ancora danza internazionale , estremo e minimale con Extremalism, il corpo in rivolta. Tra le più interessanti compagnie di teatro-circo del panorama estero da segnalare Zimmermann & de Perrot. E a seguire Bianco su Bianco al Nuovo , la Bottega del caffè di Scaparro al Mercadante, Cassandra con Maria Pia De Vito interprete alla Galleria Toledo, la commedia Villa Rhabani di Wilder al Nuovo, in un atto a finale aperto che vede la regia di Riccardo Canessa. Ispirata alla Napoli milionaria Rituccia di Calvino mentre Glejeses dedica a Scarpetta Il Bugiardo di Goldoni. «Questo è un libro che ha un senso e una forza e una comunicativa», fu così che Calvino commentò Malacqua, di Nicola Pugliese che entra in scena con la regia del fratello Armando Pugliese musicata da Piovani. Tra le commedie ricche di colpi di scena Millesimi scritta e diretta da Mario Marco de Notaris. Poesia e potere con Virgilio brucia, produzione Anagoor. Da un’idea di Laura Valente “Butterfly”, due suicidi femminili a confronto quello di Marylin e Mia Martini, interpretate da una Cristina Donadio e Lalla Esposito, condotte dal sax di Zurzolo. Ed è a Anais Nin , donna che ha avuto il coraggio di sfidare le convenzioni della propria epoca, che Luca Cedrola e Bruno Garofalo dedicano lo spettacolo Diario di sé al Nuovo. Ancora, incurirosisce anche la produzione spagnola di Miss Julie di Strindberg alla Galleria Toledo . E da non perdere le Dediche alla nostra città, degli undici autori in campo, come Peppe Lanzetta con “Da casa mia non si vede Capri” e la “Napoli bifronte” di Michele Placido, solo per citarne alcuni.

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