Se la democrazia festeggia all’estero per un giorno il mondo è tricolore

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Festa della Repubblica, martedì 2 giugno 2015, dodici mesi in meno alle celebrazioni del settantesimo anno da quel referendum a suffraggio universale che trasformò l’Italia in una democrazia che, allora come oggi, tentenna nel possedere un’identità robusta e, soprattutto, unitaria. E festeggiare appare imprescindibile, non foss’altro che per garantire aria nuova a quei sentimenti di patriottismo e appartenenza civile resi asfittici da una nazione costantemente soggetta a instabilità, divisioni, polemiche. Una giornata necessaria entro i confini nazionali che in tutto il mondo diventa occasione per avvertirsi italiani anche a migliaia di chilometri di distanza o in continenti lontani. Come negli States, dove la National Italian American Foundation organizza l’Italian National Day on Capitol Hill alla Rayburn House di Washington. La festa della Repubblica in versione italo-americana punta su un ospite d’eccellenza, William D. Adams, che il presidente Usa Barack Obama ha scelto per guidare la National Endowment of the Humanities, agenzia governativa che supporta i programmi di ricerca e sviluppo in tutte le scienze umane. Adams presenterà la serie-documentario “The Italian Americans” che ripercorre la storia di quattro generazioni di italoamericani per immagini. Nel cuore della Grande Mela, invece, il Consolato Generale d’Italia a New York allestisce una originale caccia al Tesoro tra le strade di Manhattan: una sorta di maratona fotografica di ispirazione cinematografica intitolata “Lights, Camera, Action”. E se a Boston si evoca un tipico passatempo retrò del Bel Paese con il torneo di bocce “Piazza Italia” al Christopher Columbus Park a Baltimora si festeggia con una giornata rivolta totalmente alla famiglia alla Little Italy Lodge. Dall’altra parte del globo, in Cina, nella affollata Shangai al Florentia Village tra performance e concerti si fa spazio un concorso, il “Lucky Draw” con in palio una crociera verso l’isola vulcanica di Cheju. Israele promuove un forum bilaterale di medicina e salute al centro Yitzhak Rabin di Tel Aviv. Durante l’appuntamento sarà presentata una borsa di studio intitolata a Rita Levi Montalcini per la cooperazione in ambito scientifico e tecnologico, lanciata dal ministero degli affari esteri italiano e dal consiglio israeliano per l’istruzione universitaria. E ancora a Brisbane nel Queensland, in Australia, c’è la nona edizione dell’Italian Week che getta luce su tutto ciò che è made in Italy e si arricchisce per il 2015 di un colorato festival di street art. Cori, musica e specialità regionali intrattengono Canberra e Sydney suggerisce una messa commemorativa, seguita da una serie di iniziative ispirate alla “sweet life”, la dolce vita di felliniana memoria tra sfilate di automobili d’epoca, giostre e digressioni gastronomiche che attingono dal passato grazie al Vintage Food Truck, omaggio ai camion con menu da asporto. In Europa, precisamente in Spagna, a Madrid largo agli open days di “Passione Italia” organizzati dalla Camera di Commercio e Industria Italiana nel giardino della Scuola Italiana tra note, laboratori enogastronomici, show cooking, attività ludiche e formative e lotterie, con accesso libero per connazionali e madrileni. Cordoba, invece, punta alla classica d’eccezione con il concerto al Teatro del Libertador dell’orchestra sinfonica diretta dai maestri Hadrian Avila Arzuza e Stefano Mazzoleni su brani dalla “Cenerentola” di Rossini e musiche di Nino Rota. Grande festa a Bucarest, in Romania, con una rassegna che terminerà il 23 giugno tra proposte che spaziano dalla moda al design. In versione tricolore, Kiev, in Ucraina, ospita un convegno sull’Internazionalizzazione di impresa che precede l’apertura di una mostra sulle tradizioni italiane e una cena di gala.