Se quello è un accordo…

Negli ultimi giorni l’ umanità ha potuto assistere, in diretta o in differita, a un saggio su fin dove possa spingersi l’immaginazione, soprattutto quella di chi dovrebbe guidare il mondo, pur di ottenerne in cambio consenso, concesso molte volte per solo opportunismo, poche altro perchè condiviso. L’ ultimo show, quello andato in scena a Evian, Alta Savoia, ha dato la netta sensazione, mentre ancora il sipario era ancora aperto, che sarebbe servito solo perché ciascuno dei partecipanti potesse valutare di persona chi stava con chi, o almeno ne dava l’impressione. L’argomento “cessate il fuoco” in Iran è stato rilanciato, seppure sotto forma di ipotesi in itinere, non certo di cosa fatta o vicina a esserlo,mentre della questione Ukraina si è potuto solo captare, tra un passaggio e l’altro dell’ affaire Teheran, qualche fugace accenno. In sintesi l’ultima riunione del G7 è servita come cassa di risonanza per riportare un annuncio. Era lo stesso l’ennesimo, che uno dei paesi con la guerra in casa, l’Iran, lanciava, avendo deciso di scendere a miti consigli (?) Utinam verum dicesse, questa volta ponendo una condizione, sottaciuta ma evidente, che gli Ayatollah potessero tenere il timone della barca. Nel “baraccone” – di qualcosa del genere hanno dato idea di essere le sale che hanno ospitato quei lavori, è stato fatto poco più che salotto. Per di più volendo Trump far passare per normali trattative scambi di minacce con i coltelli fra i denti. Ciò che resta di concreto come chiusura della puntata di quel romanzo di guerra , o meglio criminale, è che, a fine settimana, a Lucerna dovrebbe avvenire lo scambio dei documenti già firmati tra Washington e Teheran. Dopo di che, in attesa di ulteriori sviluppi, inizierá lo sminamento del canale di Hormutz. Non sará un lavoro di pochi giorni, pertanto è chiaro che lo stato di stagnazione in cui da tempo versa l’economia del pianeta, non potrà dare, a stretto giro, segnali in controtendenza
Al bar questa mattina, due ferrovieri che avevano assistito agli scketch accennati prima, hanno commentato che si aspettavano di più da quei “lavori”. Nessuno degli altri presenti nel locale ha provato a replicare.