Se tutti i semafori sono rossi, si percorre poca strada, anche se possediamo buone auto

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METAFISICA E’ stato, è passato. E’ stato, dunque è passato. In una sequenza sempre irreversibile, poiché tale è la regola di questa partita persa. Conclusione banale, inutile scriverne, se non per il fatto incontestabile, un fatto per i secoli dei METAFISICA E’ stato, è passato. E’ stato, dunque è passato. In una sequenza sempre irreversibile, poiché tale è la regola di questa partita persa. Conclusione banale, inutile scriverne, se non per il fatto incontestabile, un fatto per i secoli dei secoli, per l’intero cosmo, qual è e sarà, che qualcosa è stato davvero, finchè non è passato, persino il fatto che oggi hai mangiato gnocchi con i ciccioli. Wislawa Szymborska


Se si togliesse l’audio ai commenti che gli“amici” di Renzi fanno in tv e nelle varie occasioni pubbliche e si chiedesse di indovinare dal loro volto e dal l’atteggiamento che hanno, qual è la verità della loro posizione nei confronti del cambiamento e di Renzi non potremmo che concludere che è contro (al di là delle dichiarazioni). Ma come si permette Renzi di rompere il consolidato e vantaggioso gioco del “promettere e rimandare”, gioco che ha formato schiere di “esperti della politica”. La politica italiana consiste nell’arte dell’illusione e nella gestione della delusione per il rilancio dell’illusione. Ma cosa significa questo “fare davvero”, e poi in fretta! Ci sono sempre un sacco di buoni argomenti che possono essere utilizzati per non cambiare. Fa un certo effetto sentire, soprattutto i “soliti” sinistri soggetti come argomentano per fermare il cambiamento affermando naturalmente che lo vogliono, ma lo vogliono fatto bene e per farlo bene occorrono condizioni che siccome non ci saranno il gioco perverso del mantenimento continua. Questa rigidità auto confermante spacciata come rigore in pratica radicalizza negativamente tutte le possibilità di riuscita, poi c’è il blocco al cambiamento determinato dalle percezioni d’impotenza che si determinano attraverso la considerazione dei vincoli. Vedere solo i vincoli vuol dire coltivarlo e renderlo fisiologicamente insuperabile perché reso tale dalla nostra “coltivazione”. Occorre riuscire a operare uno scarto nella mente, allargare il quadro delle possibilità, riuscendo a pensare come la realizzazione dei propri scopi può passare attraverso strade diverse, presenti o costruibili. Per far questo occorre non rinchiudersi e non arroccarsi nel proprio malessere o risentimento o nella rinuncia. La frustrazione, il lutto, la sofferenza spinge da una parte ad avvilirsi, a ritirarsi, a disinvestire, a chiudere il contatto con la speranza e il futuro oppure, dall’altra, a insistere, a intestardirsi, a contrapporsi e così via. Questo è quello che possiamo chiamare il pensiero distruttivo. Lo so che è facile a dirsi e difficile da compiere davvero, ma occorre mantenere il contatto con la situazione e con le proprie risorse per valutare e cogliere o inventare altre possibili opportunità, questo è il pensiero realizzativo. Renzi sta facendo questo e rappresenta quindi anche un esempio, io credo dovrebbe spingere ancora di più, fare svolte davvero rivoluzionarie e continuare a non considerare più di tanto il consenso, anche perché il consenso è richiesto, spesso, da chi non vuole cambiare. Io credo che in questa situazione il consenso prima non serva, anzi, ripeto blocca. Renzi non deve, e non lo fa, chiedere il consenso, deve generarlo. Inizialmente con la mobilitazione e poi con il successo delle azioni, ottenute anche con modalità push; deve lavorare accuratamente per la credibilità, non per il consenso. Gli strumenti principali della credibilità sono la chiarezza e la trasparenza e la finalizzazione. Probabilmente chi deve risolvere grandi problemi concreti un poco deve scordarsi dell’impeccabilità della forma e lasciando queste parti agli esperti di vario tipo deve mettersi a fare il lavoro vero e usare il buon senso che, come in questo caso, mostra con forza il grande numero di assurdi semafori rossi che bloccano la viabilità del nostro paese. Renzi e come lui i decisori di valore deve prendere decisioni che in sostanza consentano maggiore viabilità, deve spegnere assurdi semafori rossi che si chiamano burocrazia, deve accendere dei verdi, deve fare questo partendo dalla realtà non deducendo la linea di condotta dall’empireo della teoria. Qualcuno teoricamente potrebbe spiegare e rendere plausibile che è legittimo mettere semafori rossi anche in vicoli ciechi, e forse nel vento. Se segue i rivoli di tutti quelli che hanno considerazioni, anche intelligenti, da porre o dubbi, anche legittimi, sono finita. Vorrei raccontare una storiella che mi è sempre piaciuta a tal proposito. S’incontrano il saggio orientale e il suo giovane e brillante discepolo. “dimmi saggio cosa sostiene la terra?” il saggio rispose”la risposta ragazzo mio è un uomo fortissimo”, Dopo alcuni attimi di riflessione il ragazzo chiese: “ e chi sostiene quest’uomo fortissimo” Al che il saggio rispose: “Una pietra enorme ragazzo”.Dopo un po’ di riflessione il ragazzo chiese ancora chi sosteneva la pietra. Il saggio, che cominciava a innervosirsi, anche perché tutte queste domande lo distraevano dal suo lavoro, disse: ”Una tartaruga ragazzo mio”. Il giovane insistette chiedendo chi sosteneva la tartaruga e allora il saggio rispose con durezza: “Sta a sentire ragazzo, d’ora in avanti sono sempre tartarughe”.