Seapower, tecnologie in vetrina nella Giornata Internazionale del Mar Mediterraneo

48
Fonte ufficio stampa

In occasione della Giornata Internazionale del Mar Mediterraneo, che si celebra l’8 luglio, Seapower, centro di ricerca pubblico-privato partecipato dall’Università degli Studi di Napoli Federico II, riafferma il proprio impegno per un futuro energetico sostenibile che guarda al Mare Nostrum non solo come patrimonio ambientale e culturale, ma come straordinaria – e ancora troppo poco sfruttata – fonte di energia rinnovabile.

Con circa trent’anni di attività nel campo della ricerca applicata alle energie rinnovabili marine, Seapower ha sviluppato brevetti e tecnologie originali che puntano a trasformare onde, correnti di marea e vento offshore in elettricità pulita, offrendo una risposta concreta e italiana alle sfide della transizione energetica e della decarbonizzazione.

Il Mediterraneo: un giacimento energetico ancora poco esplorato

Le caratteristiche fisiche del Mar Mediterraneo – la variabilità dei fondali, le correnti, il regime ondoso e la risorsa eolica offshore – ne fanno un bacino energetico di primissimo livello. Tuttavia, le grandi profondità che caratterizzano larga parte del Mediterraneo rendono inapplicabili le tecnologie eoliche tradizionali con ancoraggio fisso al fondo marino, rendendo necessario lo sviluppo di soluzioni galleggianti e di sistemi innovativi per la cattura dell’energia delle onde e delle maree.

È precisamente in questo spazio che si colloca la missione di Seapower, con una serie di progetti e brevetti sviluppati con tecnologia Made in Italy.

Un portfolio di tecnologie sviluppate nei laboratori della Federico II

Il portfolio tecnologico di Seapower comprende sistemi sviluppati, testati e brevettati nei laboratori dell’Università Federico II di Napoli, dalla galleria del vento alla vasca navale.

GEMSTAR: “l’aquilone del mare”

GEMSTAR, soprannominato “l’aquilone del mare”, è un sistema per la generazione di energia dalle correnti di marea.

Composto da due turbine marine ad asse orizzontale collegate a un galleggiante vincolato al fondo tramite un cavo, il sistema si posiziona a circa 15 metri di profondità e si orienta naturalmente seguendo la corrente, proprio come un aquilone segue il vento.

Sviluppato a partire dal 2005 in collaborazione con l’Università Federico II di Napoli, nel 2012 ha visto l’installazione di un primo prototipo a scala reale nella Laguna Veneta.

Le correnti dello Stretto di Messina, che raggiungono velocità superiori a 2,5 metri al secondo, potrebbero consentire una produzione fino a 125 GWh all’anno, sufficiente a soddisfare il fabbisogno energetico di un’intera città.

Nel 2025 è stato realizzato un ulteriore passo avanti nello sviluppo del sistema presso il laboratorio Renew-MEL dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, nell’ambito del progetto MECS, con un dispositivo GEMSTAR da 1 kW di potenza di picco.

PIVOT e PIVOT-Offshore

PIVOT (e la sua evoluzione PIVOT-Offshore) è il sistema brevettato per la conversione dell’energia del moto ondoso (Wave Energy Converter – WEC).

Il dispositivo, nato nel 2015, è composto da due corpi incernierati: una piattaforma ancorata al fondo e una boa galleggiante oscillante, dalla forma ottimizzata idrodinamicamente, capace di trasformare l’energia delle onde prima in energia meccanica e poi in energia elettrica.

Dopo due campagne di test in laboratorio, è stato realizzato un modello in larga scala nel porto di Civitavecchia, che ha dato ottimi risultati. Il progetto PIVOT-Offshore rappresenta l’evoluzione del sistema ed è attualmente in fase avanzata di sviluppo con test sperimentali su prototipi in scala.

L’eolico offshore galleggiante

Per quanto riguarda il settore dell’offshore wind, Seapower sta dedicando particolare attenzione allo sviluppo di impianti eolici galleggianti, i cui principali vantaggi sono:

  • basso impatto visivo e acustico;
  • maggiore producibilità;
  • maggiore disponibilità di aree idonee.

I parchi eolici con fondazioni fisse sono adatti a fondali poco profondi e per questo sono diffusi nel Mare del Nord. Nel Mediterraneo, invece, le grandi profondità rendono realmente efficaci solo le installazioni galleggianti.

HYDRASPAR

HYDRASPAR è la piattaforma galleggiante innovativa progettata da Seapower specificamente per il Mediterraneo, dove l’ancoraggio tradizionale risulta antieconomico.

La struttura, composta da un corpo cilindrico centrale e da colonne inclinate che emergono sopra la linea di galleggiamento formando una configurazione “ad ombrello rovesciato”, consente di ridurre sensibilmente i costi di costruzione e installazione.

I progetti europei

Il centro di ricerca partecipa inoltre ai progetti europei FLOATECH e FLOATFARM, finalizzati allo sviluppo e all’ottimizzazione di turbine eoliche galleggianti di grande taglia e alla loro integrazione in grandi parchi offshore.

L’obiettivo è ridurre il costo di produzione dell’energia, massimizzarne la resa e minimizzare l’impatto sugli ecosistemi marini.

Il 13 e 14 luglio si svolgeranno inoltre a Napoli due giornate di aggiornamento dedicate all’eolico offshore, con la partecipazione di rappresentanti italiani e internazionali del progetto FLOATFARM.

Il progetto MECS

Tra i progetti più recenti figura MECS (Marine Energy Combined System), una microrete che integra fonti ad elevata predicibilità, come le correnti di marea, con fonti più variabili, quali sole e vento, così da compensarne l’aleatorietà e garantire una fornitura energetica stabile e continua.

Il progetto è sviluppato in partnership con l’Università Mediterranea di Reggio Calabria e la società Elettra Srl.

“Il Mediterraneo non è solo il nostro mare: è una risorsa energetica straordinaria, ancora in gran parte inesplorata”, dichiara il professore Domenico Coiro, Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università Federico II di Napoli e Presidente di Seapower.

“Con i nostri brevetti e i nostri progetti di ricerca vogliamo dimostrare che è possibile produrre energia pulita dal mare in modo efficiente, sostenibile e competitivo, contribuendo concretamente agli obiettivi di decarbonizzazione al 2030 e alla sicurezza energetica del nostro Paese”.