Sensori e pitture smart Stress, la casa è 2.0

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Le nuove frontiere del risparmio energetico, l’utilizzo di materiali ecosostenibili e in grado di assicurarne la sicurezza strutturale: sono i punti cardine Le nuove frontiere del risparmio energetico, l’utilizzo di materiali ecosostenibili e in grado di assicurarne la sicurezza strutturale: sono i punti cardine alla base dei progetti di Stress, il primo distretto italiano delle costruzioni sostenibili e delle case del futuro che lavora nel comparto delle costruzioni; un comparto che, nel complesso, vale il 10% del Pil nazionale. Primato campano – Le linee guida sono state illustrate nel convegno “Stress, la sfida campana per l’Europa” alla Stazione Marittima a Napoli. Centri storici ed edifici oggi vengono monitorati con attenzione da Stress proprio per garantirne la sopravvivenza e la sicura fruizione. Un esempio a Napoli, nel centro storico, è rappresentato da Palazzo Penne, un sito coinvolto per le attività dimostrative del progetto Pon Provaci (di cui Stress è capofila) attraverso un accordo di collaborazione tra Regione Campania, Stress e il dipartimento di Ingegneria Strutturale e dell’Architettura della Federico II di Napoli che prevede attività di diagnostica, valutazione della vulnerabilità sismica e la redazione del progetto di recupero architettonico, funzionale, strutturale ed impiantistico. Sensori e pitture smart – Altri esempi delle applicazioni di Stress si trovano nelle soluzioni innovative per le abitazioni con sensori in grado di individuare il numero di persone di un ambiente, o nelle pitture in grado di assorbire anidride carbonica in eccesso. Per il presidente del Cnr Luigi NicolaisStress è una formula nuova per mettere insieme chi produce conoscenza e chi la utilizza. Stress entra in un settore, quello delle costruzioni, in totale evoluzione dove sono intervenuti la domotica, l’informatica che di recente ha modificato il modo di concepire un distretto. Questo distretto ha l’ambizione di essere e lo è il primo distretto italiano di questo genere che ha messo insieme competenze del Cnr, dell’università e una rete di imprese che può utilizzare questa produzione di conoscenze”. Valorizzare i network internazionale – Nel suo intervento il presidente della Regione Campania Stefano Caldoro sottolinea: ”siamo orgogliosi di aver creato questo modello dei distretti in Campania, regione che sta avanti rispetto a tanti altri paesi. Fondamentale nei distretti è l’apporto di capitale umano: creiamo lavoro duraturo e di qualità per il Mezzogiorno che è per noi prioritario’‘. Per l’Ad del Distretto Ennio Rubino “in questo contesto intendiamo far crescere e valorizzare il network internazionale che già esiste, il tutto nell’ambito di una strategia ben definita tesa alla definizione di un piano di azione a forte vocazione internazionale“.