Senza alcuna eccezione

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Gentile Signora, se sta tentando di alienarsi anche le simpatie degli elettori friulani, è molto vicina al successo. Se, invece, ritiene di poter fare la presidentessa della Regione e contemporaneamente la vice segretaria del PD, è un disastro. È già difficile fare bene una cosa per volta. Per di più il suo apporto al partito non è essenziale né per lei gratificante. Ripetono altrettanto bene ciò che gli viene suggerito di dire Boschi e Guerini. Perché questo è il suo ruolo a Roma, dove da 18 mesi stabilmente risiede. Le conviene tornarsene a Udine, dove dovrebbe trovarsi. Almeno, non sarà responsabile del disastro che le riforme causeranno. Se l’immagina una maggioranza grillina – perché così sarà, dando sempre agli altri la colpa dei propri errori – senza il contrappeso del Senato? Decideranno la guida e la composizione del governo, l’elezione del capo dello stato, di buona parte del CSM, della Corte costituzionale e del board della Rai, la nomina dei manager delle aziende di stato. Avranno in mano l’Italia. Vale la pena rischiare? La politica è un’arte molto sofisticata e complicata. Non alla portata di chiunque. Meno ancora di chi è privo di formazione, esperienza, cultura e umiltà. Non si illuda, figliola. I nodi vengono sempre al pettine e, giocando col potere, come la Storia testimonia, si possono provocare disastri incalcolabili. Ci sono esempi di geni nella musica, nella letteratura e nell’arte. Mai in politica, dove non ci sono giovani rivelazioni né autodidatti. Non si può neppure cominciare dalla cattedra. È auspicabile avere buoni maestri e stare seduti a lungo sui banchi, perché non si finisce mai di imparare. So bene che è difficile controllare un’ambizione sfrenata, soprattutto se si è mal consigliati. L’unico modo per limitarne le conseguenze è pensare intensamente e con terrore alla figura di merda che i mediocri e gli arroganti inevitabilmente fanno e che, poi, gli rimane appiccicata per sempre.

Le apparenze non ingannano mai

Di nuovo i tedeschi. Questa volta in versione più evoluta, da terzo millennio, ma sempre uber alles. Non gl’importa che la Grecia fallisca. I deboli vanno eliminati, come la malevole tradizione insegna. Se non sanno gestirsi, che escano dall’unione! Sora Merkel finge di mediare, ma indirà un referendum, come farà l’Inghilterra nel 2017, per scaricare la responsabilità sulla sovranità popolare. Certo, è difficile immaginare il Partenone fuori dall’Europa. Più plausibile Buckingham Palace, ch’è in maggiore sintonia con la Casabianca. Tsipras & C non hanno neppure cravatta, per risparmiare o per distinguersi. Anche se diversi dai loro predecessori – come Podemos in Spagna e M5S in Italia – non è detto che siamo adeguati. Nuovi non significa migliori. Anche da noi ci sono tanti neofiti della politica e le cose vanno di male in peggio. Ne esportiamo pure, per livellare la mediocrità nel continente e non apparire gli ultimi. Ma siamo sempre indietro. Infatti, diffidiamo della Russia, credendo forse che sia ancora sovietica. Anziché attirarla in Europa, la spingiamo verso la Cina. Eppure sarebbe un alleato naturale e insostituibile in tempo di ISIS e altri problemi. I barconi partiranno anche dal Pireo? Salvini e Meloni sono già alle prese col dilemma. Prepararsi ad accoglierli perché latori dei soldi che ci debbono o affondarli credendoli negri camuffati?

Sono solo bravi ragazzi

Tutto cominciò col tentativo riuscito di eliminare Cofferati dalla candidatura a governatore della Liguria. Credevano che il 40.8% alle europee del 2014 fosse ormai la quota costante del PD. E cominciarono ad abusare del potere. Pensavano di essersi impadroniti del partito e poter mettere a ogni posto di comando ragazzi e ragazze digiuni di politica, ma di provata fede padronale, come quelli al governo. Era la valutazione, sempre sbagliata, dei neofiti della politica. Come quelli che, per la prima volta al casinò, avendo vinto mille euro, credono di poter contare su trentamila al mese. Parole su parole in TV, solo annunci senza risultati. E poi, il controllo dell’informazione. Tutti ubbidienti e genuflessi. Chi dissente è un gufo. Basta con la sinistra perdente. Si fa politica per vincere, non per risolvere i problemi della povera gente e del paese. Persino chi è preposto a vigilare è compiacente. Leggi approvate con la minaccia delle dimissioni. I parlamentari rischiano il posto. La democrazia ne risente, ma si continua a prevaricare. La Scuola la decido io. Non si ascoltano i consigli né le lagnanze. Anzi, si osa un ricatto. Nessuna assunzione. È così che alle prime elezioni di controllo c’è il brusco risveglio. Il sogno vanisce nelle urne. Hanno esagerato. Perché i ragazzi sono fatti così. Non gli basta avere un giocattolo, vogliono pure romperlo per vederne il funzionamento. Poi, non sanno ricomporlo, perché non sono ingegneri. Sono solo ragazzi fortunati ad avere un giocattolo. Adesso si continua a testa bassa contro Marino, che è del PD ma non uno di loro. Finché al Campidoglio arriverà un grillino sfigato, sindaco della capitale d’Italia. Il M5S comincia a mettere le bandierine di accerchiamento a Palazzo Chigi. C’è il rischio concreto che arrivino al potere assoluto.

Nel nome del padre

Nasce al Parlamento Europeo il gruppo di estrema destra denominato delle Nazioni e della Libertà. Si appropriano indebitamente di questa parola sacra i sistemi che sono restii a concederla. Ne fanno parte il Front Nationale di Marine Le Pen, la Lega Nord e altri partiti euroscettici e xenofobi, tutti contro euro e emigrazione. Salvini è bifronte. Estremista a Strasburgo, in Italia si definisce moderato. È un caso inedito di sfacciataggine e manipolazione politica. Razzista in Padania e padre della patria nel resto del paese. Sfrutta l’ignoranza del popolo e la disgregazione della destra di cui vuole diventare leader. Così si è ridotta l’Italia. Pur di andare al potere è consentito accettare qualsiasi compromesso. Purtroppo c’è chi abbocca e glielo consente. Gli altri votano Grillo. Un tempo – prima dell’avvento della TV – il popolo era ancora più ignorante, parlava solo in dialetto. Ma c’erano la cultura contadina, quella marinara e operaia a infondergli saggezza. Persino i più incolti ragionavano sulle situazioni, sul futuro dei figli, sul destino del mondo. Adesso, da una parte, c’è il gregge con poco mangime. Dall’altra, profittatori e voltagabbana. Tra poco non ci sarà più nulla da rubare, come quando si dormiva con le porte di casa aperte. Il vincitore non avrà neppure un carro su cui far saltare i questuanti. Si inginocchieranno sul selciato. All’uscita dalla chiesa la domenica, troveremo solo immoralità, vizio, corruzione, criminalità e menzogne. Perché, oltre che moderati, ci crediamo pure cattolici.