Servillo napoletano onorario Ma Jep rifiuta: Non ho tempo

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Solo casertano sarebbe stato troppo poco. Campano, invece, troppo generico. Nella sfacciata corsa a mettere il cappello sul successo tributato alla “Grande bellezza” da mezzo mondo non poteva mancare la voce del sindaco di Napoli. Tutto si deve scassare ma Solo casertano sarebbe stato troppo poco. Campano, invece, troppo generico. Nella sfacciata corsa a mettere il cappello sul successo tributato alla “Grande bellezza” da mezzo mondo non poteva mancare la voce del sindaco di Napoli. Tutto si deve scassare ma non l’attenzione all’immagine (nel caos contabile e amministrativo riecheggia ancora la fresca nomina di un assessore ad hoc, Monia Aliberti, titolare delle deleghe “all’immagine e alla promozione del made in Naples”) e Toni Servillo può tornare utile alla causa. La Giunta approva pertanto la delibera di conferimento della cittadinanza onoraria all’attore casertano, che verrà conferita in pompa magna (è proprio il caso di dirlo) al Maschio Angioino il prossimo 30 aprile. La Napoli che conta, quella intelligente, già fa la corsa per essere in prima fila. Per gli altri c’è lo streaming sul sito web del Comune. “Il conferimento della cittadinanza onoraria a Toni Servillo vuole essere un riconoscimento ufficiale ad un attore, teatrale e cinematografico, profondamente amato dal pubblico e altrettanto stimato dalla critica, rappresentante internazionale di una comunità che ha saputo interpretare nei suoi molteplici volti e che oggi, con tale onorificenza e in modo unanime, gli riconosce questo importante ruolo e questo positivo merito” dichiara Luigi de Magistris. Sì, avete letto bene, per dire che Servillo ha rappresentato Napoli nel mondo, ammesso e non concesso che oggi questa frase possa avere un senso, dice “Rappresentante internazionale di una comunità che ha saputo interpretare nei suoi molteplici volti”. Un’onorificenza è un’onorificenza e fosse solo per creanza non si rifiuta. Eppure nel leggere queste parole un pensiero, o comunque un interrogativo, solletica la mente. Chissà che faccia farebbe Jep Gambardella nel leggerle, queste parole. Per esempio, ma si fa per dire, avrebbe potuto negarsi perché “A 65 anni non posso più perdere tempo a fare cose che non mi va di fare”.

 cf