“Sfera”, una serra idroponica innovativa: è italiano il primo impianto al 100% green

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(fonte foto Facebook)

Nasce nel cuore della Maremma a Gavorrano in provincia di Grosseto il primo impianto di produzione di ortaggi completamente sostenibile, attraverso la costruzione di una serra idroponica innovativa ed efficiente.

Si tratta della start up “Sfera” nata da un’idea dell’imprenditore maremmano Luigi Galimberti e finanziata da un gruppo di investitori privati ai quali si è poi aggiunto un pool di banche per un investimento complessivo di 20 mln di euro.

Sfera è in grado di ricreare le condizioni climatiche ideali per la crescita di pomodoro e lattughe e può sopportare lunghi periodi al di sotto dello zero termico e ingenti carichi dovuti a nevicate.

La scarsità dell’acqua crescente e il garantire il diritto al cibo sono la base dello sviluppo di Sfera.

Il recupero delle acque meteoriche e il ciclo di coltivazione chiuso permettono all’azienda toscana di accumulare acqua nel periodo invernale per poi impiegarla nei periodi di siccità. A parità di Kg prodotti, Sfera impiega il 90% dell’acqua in meno rispetto alle coltivazioni su suolo.

L’azienda ha infatti predisposto dei giganti bacini di raccoglimento delle acque piovane rivestiti con teli antialghe che permettono di non utilizzare l’acqua dei pozzi.

In Sfera, ogni goccia di acqua ha un valore, per questo viene recuperata da un circuito chiuso, compresa ogni goccia di condensa o quella in esubero delle irrigazioni.


Ad un miglior utilizzo delle risorse si associa anche un approccio più responsabile all’intero processo produttivo: all’interno di Sfera si trovano le condizioni di coltivazione ideali sia dal punto di vista qualitativo sia igienico-sanitario. “Sfera utilizza esclusivamente – riferisce Luigi Galimberti – mezzi di lotta biologica, come insetti utili e molecole di origine naturale, eliminando il ricorso a varietà che, a fronte di un ampio corredo di resistenze, penalizzano fortemente le qualità organolettiche dei prodotti. Inoltre con Sfera vengono recuperate quelle varietà di ortaggi che rischiano di scomparire a causa di scelte dettate dalla logica produttiva e soprattutto di poter contare su una fornitura costante tutto l’anno” .

Ad oggi Sfera ha dato lavoro a 250 persone diventando così l’azienda più grande della provincia di Grosseto, oltre a rappresentare la serra più innovativa d’Italia.

Non solo. La passata di pomodoro prodotta dall’azienda toscana è entrata in farmacia conquistando il primato mondiale per divenire un prodotto consigliato per specifiche patologie. Infatti attraverso l’innovazione e lo sviluppo dei processi, Sfera è riuscita a produrre ortaggi privi di metalli pesanti e quindi indicati per chi soffre di allergie e intolleranze ad essi.

A questo scopo sono già attivi dei progetti in corso con l’Università di Pisa proprio nella direzione tracciata dall’ amministratore delegato Luigi Galimberti.

“Sembra tutto bello, ma – confessa Galimberti – dietro ai successi si nasconde tanto lavoro, tanta professionalità e tante difficoltà quotidiane che ci troviamo a dover gestire. Ma siamo soddisfatti. Il nostro fiore all’occhiello, i pomodori, sono di una qualità talmente eccellente che sono stati da subito apprezzati sia dalla Grande Distribuzione che dal consumatore finale. Soprattutto, abbiamo dimostrato che il modello di business tiene. I pomodori Sfera attualmente vengono distribuiti in tutta Italia esclusa Sicilia e Puglia, ma abbiamo testimonianze che sono stati avvistati in molti altri paesi europei”.