Sherlock Holmes della qualità. Cibo, frodi per 8miliardi

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SHERLOCK HOLMES a garanzia della qualità e della sicurezza dei cibi: ce n’è un gran bisogno se si tiene conto che nel 2013 quasi SHERLOCK HOLMES a garanzia della qualità e della sicurezza dei cibi: ce n’è un gran bisogno se si tiene conto che nel 2013 quasi un italiano su cinque è stato vittima di frodi alimentari per aver acquistato cibi fasulli, avariati ed alterati con effetti dannosi anche sulla salute. È per rispondere a questa esigenza che è progettato il corso di Irvea Carpi Investigazioni e Lex Alimentaria Studio Legale, patrocinato dall’Ordine dei tecnologi alimentari di Campania e Lazio: per iscriversi a “Tecniche investigative per la garanzia della sicurezza alimentare e la tutela dei prodotti e dei marchi dop, igp, doc, docg” c’è tempo fino al 15 aprile. Si tratta di un corso di aggiornamento – in calendario a maggio a Roma – che fornisce ai tecnologi alimentari ulteriori competenze in tema di marchi, frodi e contraffazioni. Già, perché il fenomeno muove circa 8 miliardi di euro l’anno, sottrae oltre 100mila posti di lavoro e tiene fuori dal gettito fiscale poco meno di 2 miliardi di euro: questi i numeri diffusi dall’Associazione per la Difesa e l’Orientamento dei Consumatori. “A preoccupare è soprattutto che i prodotti maggiormente presi di mira dai falsari sono quelli più legati alla nostra tradizione ed alla nostra economia agroalimentare – spiega Salvatore Velotto (in foto), presidente dell’Ordine dei tecnologi alimentari di Campania e Lazio, che raccoglie complessivamente 400 professionisti – e cioè i settori vitivinicolo, oleario, ortofrutticolo, lattiero caseario e zootecnico ed in generale anche i settori della trasformazione di paste alimentari e dei prodotti da forno”. Questo è il motivo per cui si fa sempre più necessaria una figura come quella del tecnologo alimentare, il professionista abilitato ad esprimere competenze e pareri di tipo tecnico, legislativo e gestionale nel settore agroalimentare, oltre a consulenze per imprese e enti pubblici e perizie nei tribunali. “Con la crisi aumentano le frodi di cibi e bevande in tavola” conclude Velotto. Ecco allora che ci si spiegano i 3,3 milioni di etichette agroalimentari illegali sequestrate nel 2013 (+431 per cento rispetto al 2012) e i sequestri di prodotti irregolari per 9,7 mila tonnellate, come rilevano i Nuclei Antifrodi Carabinieri del Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari.