Si lancia in tuta alare nel vuoto e si schianta sul Monte Bianco. Ennesima morte di un base jumper

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E’ stato recuperato senza vita il corpo del base jumper precipitato stamane sul versante italiano del massiccio del Monte Bianco dopo essersi lanciato in tuta alare. Il paracadutista, dopo l’allarme dato da un compagno, e’ stato individuato sul ghiacciaio del Freney, a circa 2.600 di quota. Sul posto e’ intervenuto il Soccorso alpino valdostano in elicottero insieme al Soccorso alpino della guardia di finanza di Entre’ves, a cui sono affidati gli accertamenti. La salma verra’ portata alla camera mortuaria di Courmayeur.
Il base jumper morto si e’ lanciato in compagnia di un amico. I due giovani, che parlavano in spagnolo, verso le 7 di stamane hanno raggiunto il rifugio Monzino, a quota 2.561 metri, in Val Veny. Ai gestori hanno spiegato di voler scalare l’Aiguille Croux, vetta di 3.251 metri, per poi lanciarsi nel vuoto con la tuta alare e aprire il paracadute prima di atterrare. Non e’ ancora chiaro se abbiano effettivamente raggiunto la cima o se si siano lanciati da un’altra zona. Sull’altro versante del Monte Bianco, a Chamonix (Francia), nel 2016 era stata vietata la pratica di questa disciplina estrema a seguito dell’ennesimo incidente mortale, di cui era stato protagonista un russo schiantatosi contro un’abitazione disabitata.