Sicurezza nelle scuole, adeguamento sismico solo per il 4% degli edifici campani

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Una scuola su quattro ha una manutenzione inadeguata e solo il 3% e’ in ottimo stato. Un quarto circa di aule, bagni, palestre e corridoi presenta distacchi di intonaco; segni di fatiscenza, come muffe ed infiltrazioni, sono stati riscontrati nel 37% delle palestre, nel 30% delle aule, nel 28% dei corridoi, nel 24% dei bagni. Sono questi alcuni dei principali risultati del XV Rapporto sulla sicurezza delle scuole, presentato oggi a Roma da Cittadinanzattiva. Il Rapporto fa il punto sulla sicurezza, qualita’ ed accessibilita’ delle scuole italiane, attraverso i dati del monitoraggio civico condotto su 75 edifici scolastici di 10 Regioni (Valle d’Aosta, Piemonte, Veneto, Lazio, Abruzzo, Campania, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna) e tramite la lettura di informazioni e fonti ufficiali. 
A questi si aggiungono i dati ricavati, per la prima volta, tramite l’istanza di accesso civico inviata da Cittadinanzattiva in 2821 Comuni e Province, che, sulla base delle risposte pervenute, ci hanno permesso di censire 4401 edifici scolastici di 18 Regioni. Per le scuole situate in zona sismica (oltre la meta’), la situazione non e’ incoraggiante: solo un quarto ha l’agibilita’ statica, poco meno della meta’ il collaudo. In poco piu’ di un quarto (27%) e’ stata realizzata la verifica di vulnerabilita’ sismica, obbligatoria dal 2013. Ben pochi gli edifici su cui sono stati effettuati interventi di miglioramento e adeguamento sismico: indietro Lazio e Campania. Le 75 scuole monitorate appartengono a 10 Regioni: Valle d’Aosta, (6), Piemonte (1), Veneto (2), Lazio (2), Abruzzo (8), Campania (23), Basilicata (4), Calabria (11), Sicilia (11), Sardegna (7). Un quarto circa di aule (26%), bagni (27%), palestre e corridoi (28%) presenta distacchi di intonaco; segni di fatiscenza, come muffe ed infiltrazioni, sono stati riscontrati nel 37% delle palestre, nel 30% delle aule, nel 28% dei corridoi, nel 24% dei bagni. 
Una scuola su quattro (23%) presenta uno stato di manutenzione del tutto inadeguato e solo il 3% e’ in ottimo stato. L’87% dei RSPP (Responsabile del Servizio di Protezione e Prevenzione) o dei Dirigenti ha chiesto interventi manutentivi all’ente proprietario, ma ben in un caso su cinque non e’ stato effettuato alcun intervento. Nel 14% e’ stato effettuato con molto ritardo, nel 43% con qualche ritardo e solo nel 22% dei casi tempestivamente. Una scuola su quattro ha chiesto interventi di tipo strutturale che ben nel 74% non sono stati mai effettuati dall’Ente locale. Nel 21% dei casi, l’Ente e’ intervenuto con molto ritardo, nel 5% con qualche ritardo e in nessun caso tempestivamente. Solo nello scorso anno scolastico, abbiamo avuto notizia tramite la stampa locale di 44 episodi di crolli, con 6 feriti tra gli studenti ed il personale, oltre che danni alle cose e alle strutture. In alcuni casi, eventi annunciati e prevedibili, in altri totalmente inaspettati, in altri ancora non prevedibili. Sommando quelli degli anni precedenti, arriviamo a 156 episodi di crolli negli ultimi quattro anni scolastici, con 24 feriti. Per quanto riguarda la sicurezza strutturale, solo un quarto delle scuole ha l’agibilita’ statica, poco meno della meta’ il collaudo. Preoccupante la situazione del Lazio, e per la Campania dove solo l’11% delle scuole ha l’agibilita’ e il 17% il collaudo) e Calabria (13% e 21%). Piu’ virtuose il Piemonte (54% e 83%), il FVG (52% e 65%) e la Liguria (50% e 43%). Molto negativi i dati che riguardano la sicurezza sismica, solo sul 27% delle scuole sono state effettuate le verifiche di vulnerabilita’ sismica. Umbria (59%), Abruzzo (51%), Molise (50%), e Liguria (49%) sono le regioni in cui sono state effettuate in numero maggiore; mentre fanalino di coda sono Sicilia (0), Campania (4%), Calabria ed Emilia Romagna (8%), Puglia (11%). Il quadro complessivo evidenzia un grave ritardo da parte di Comuni e Province, visto che la verifica di vulnerabilita’ sismica e’ stata resa obbligatoria con una Ordinanza del 2003 e piu’ volte prorogata fino al 31 marzo 2013. Ben pochi gli edifici su cui sono stati effettuati interventi di miglioramento e adeguamento sismico: la media nazionale e’ rispettivamente del 12% e del 7%. Assai indietro il Lazio (3%) e la Campania, con il 6% di scuole migliorate sismicamente e il 4% adeguate.