La strada prima causa di morte tra i giovani, Aci Napoli: La prevenzione è un dovere morale e istituzionale

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in foto Angelica Saggese, Raffaele Cantone, Maria Rosaria Covelli, Michele Di Bari, Antonio Coppola, Monica Matano

Oltre 3mila morti e più di 230mila feriti ogni anno in Italia. Numeri che non lasciano spazio a interpretazioni e che riportano la sicurezza stradale al centro del dibattito pubblico. A rilanciare l’allarme è stato il Cenacolo Giuridico dell’Automobile Club Napoli, riunito sotto la presidenza del procuratore della Repubblica Raffaele Cantone.

L’incontro ha messo attorno allo stesso tavolo istituzioni, magistratura e scuola, con l’obiettivo dichiarato di affrontare un fenomeno che continua a produrre conseguenze pesanti sul piano umano ed economico. Secondo gli ultimi dati ufficiali ACI-Istat, gli incidenti stradali in Italia provocano oltre 3.000 decessi e più di 230.000 feriti all’anno.

Il quadro si aggrava nell’area metropolitana di Napoli, dove si contano più di cento vittime e circa 8mila feriti ogni anno. Tra i giovani sotto i trent’anni, i sinistri stradali rappresentano la prima causa di mortalità. Il fenomeno comporta inoltre costi sociali superiori ai 18 miliardi di euro annui.

Un fenomeno che riguarda tutti

Al dibattito sono intervenuti il presidente dell’Aci Napoli Antonio Coppola, la presidente della Corte di Appello di Napoli Maria Rosaria Covelli, il prefetto di Napoli Michele Di Bari, la direttrice generale dell’Ufficio scolastico regionale per la Campania Monica Matano e l’assessora al Lavoro e alla Formazione della Regione Campania Angelica Saggese.

“Siamo di fronte a un fenomeno trasversale che riguarda l’intera società, nessuno escluso”, ha dichiarato Coppola. “Una piaga sociale che deriva principalmente da un deficit culturale. Per questo è fondamentale l’azione educativa della scuola, nella consapevolezza, però, che da sola non può bastare”.

Rete istituzionale e responsabilità degli enti locali

Dal confronto è emersa la necessità di costruire una rete stabile tra istituzioni, enti locali, scuola e società civile. “È indispensabile mettere in campo sinergie concrete tra tutte le articolazioni sociali e istituzionali – ha aggiunto Coppola – perché la prevenzione degli incidenti stradali è prima di tutto un dovere morale, ma anche un preciso obbligo degli enti locali chiamati a dare il buon esempio attraverso politiche di sicurezza efficaci e risorse adeguate”.

In questo solco si inserisce la campagna di sensibilizzazione dell’Aci Napoli “Entra nel Club dei Tifosi della Legalità”, i cui testimonial hanno confermato la disponibilità a collaborare a iniziative formative per promuovere la cultura del rispetto delle regole, dentro e fuori la strada.

Magistratura e istituzioni a confronto

All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, il sostituto procuratore generale di Napoli Valter Brunetti, il procuratore aggiunto di Nola Giuseppe Cimmarotta, il presidente della Fondazione Castel Capuano Aldo De Chiara, il presidente della Corte dei Conti della Campania Michele Oricchio, le comandanti della Polizia stradale di Campania e Basilicata Maria Pia Rossi e di Napoli Agnese Pane, e il consigliere di Stato Sergio Zeuli.

Un fronte ampio, che fotografa la portata del problema. Perché i numeri parlano chiaro: senza un cambio di passo culturale e istituzionale, le strade continueranno a presentare un conto troppo alto.