Silvana Lautieri racconta la storia del Centro Studi Erich Fromm

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In foto da sinistra: Gilberto Antonio Marselli, Silvana Lautieri, Antonio Talamo e Ermanno Corsi
“ Penso all’evanescenza del mondo , alla sua ” liquidità”, come scrive Zigmunt  Bauman, al suo essere cangiante forma caleidoscopica  di esseri  multiformi , diversissimi ,ora ammassati in corpo come unico, ora distanti  come anni luce  nel freddo di una galassia che li contiene e  poi li spazza via. Naufraghi in un eterno riciclarsi di sembianze sempre nuove , ora presenti, vive, poi  precipitate , come smarrite , nel nulla di un buco nero. Formicaio di  esseri  ora infinitesimali, ora   giganteschi come  paurose  faune  di antri marini  e di profonde caverne. Lampeggianti figure  di un moto  perpetuo che si avvicenda nelle dinamiche di  mondi  dapprima conosciuti , poi perduti  e dimenticati .Solo l’inciampo in improvvisa memoria restituisce i frammenti di un vissuto  che ci appartiene  , come  un battito d’ali , quale il tempo dell’essere lucidi, così  come in vita. ” Dopo” , si abita  lo spazio  con  polvere   comune , polvere  orfana dei colori di un mondo apparso  dapprima come luminoso, vivido, brillante, poi minaccioso  come un mare in tempesta .
 E’  quello il suo volto, è quella la sua natura  obliata  da chi  nella  frenetica  giostra della  vita pensa che la corsa non abbia mai a fermarsi e che  il meraviglioso spettacolo del giorno non debba mai  fare posto alla notte.
Perchè la ruota gira  , e gira per suo conto, indipendentemente dagli sforzi  di chi nel tentativo di  dare indirizzo diverso al movimento eterno  del mondo, perde  di vista il senso ed il significato del suo esserci   , un esserci  che è   solo l’espressione di un caso che non ha mai abitato la memoria dei viventi , ma ne ha solo affollato  l’immaginario  con visioni  fantasmagoriche che ne hanno rapito  senno  ed euritmia “: al tempo del Coronavirus le parole della Professoressa Silvana Lautieri, Presidente del Centro Studi Erich Fromm , sanciscono in modo lezioso e poetico ciò che rappresenta il consuntivo di una storia intellettuale, culturale e filosofica, di un Centro Studi che da ben trenta anni ha raccolto le firme, la presenza e il contributo riflessivo di eminenti personaggi che compongono l’arcobaleno intellettuale  del professionismo campano , in tutti i suoi connotati. Ripercorrere questo tempo , con il ricordo di ciò che è stato fino ad ora e che vorrebbe essere in futuro, rappresenta la speranza perché in un momento di morte è il pensiero che vuole sostenere l’uomo fino alla fine, a patto che egli riprenda le redini di una società appiattita perché priva dello spessore umano di colui che la abita:
“ Silvana Lautieri; quando nasce il Centro Studi Erich Fromm e quale intento si propone”?:
– Il I Ottobre del 1990 fu fondato da me e costituito presso il notaio Eugenio Sorvillo con 6 consiglieri, con la finalità di trasformare l’uomo massa consumatore in un uomo consapevole delle sue possibilità umane , grazie alla consapevolezza di riportare alla luce se stesso, proprio secondo un modulo di pensiero che appartiene a Erich Fromm.
“Invece il periodico ‘Essere’ che ne rappresenta il compendio cartaceo ?”:
-Nasce insieme al Fromm , deciso da un comitato direttivo che ne voleva fare l’organo espressivo di tutta l’attività del Centro , puntando su soci autenticamente motivati e produttori di cultura . Il periodico Essere  inizialmente ebbe come primo Direttore lo sculture e caporedattore del Mattino, Lorenzo Recchia; poi dopo tre anni arrivò  Valeria del Vecchio Pignalosa giornalista pure lei , e poi si è insediato Antonio Talamo Vicedirettore di  Rai 3, fermo restando che io ne ricopro anche la carica di Direttore Scientifico . La prima manifestazione ove si presento’  il periodico fu a Palazzo Serra di Cassano nel ‘93 avendo come relatori Aldo Masullo, Sergio Piro, Ermanno Corsi, Valeria del Vecchio ed io.
“ Sono tanti i personaggi illustri che hanno dato vigore dentro e fuori il Centro: ne citiamo qualcuno ?”:
-C’è tutto il comitato giuridico di ‘Difesa Ecologica’ con Raffaele Raimondi, Omero Ambrogi, Gianni Lubrano di Ricco, Vittorio Pellegrino, Aldo Masullo ed altri di pari spessore, nonché il Corpo Consolare con Jean Digne , Jean Noel Schifano, Pierre Berthier , Alain Moreau, e gli ultimi Jean Paul Seytre e Laurent Burin Des Roziers, Gunter Jacob per la Germania, e come erede spirituale di Fromm venne dalla Svizzera Boris Luban  Plozza. Alcuni di questi sono stati presenza costante sia nell’ambito culturale che diplomatico.
“ Erich Fromm quindi, ma non il pensiero unico “:
-Fromm  ha rappresentato il sogno utopico che vorrebbe l’uomo protagonista di una società migliore,  perché funzionale al superamento del conflitto tipico dell’uomo tra essere e poter essere. Noi sappiamo come ci dobbiamo comportare ma diamo spesso spazio alla fine alla parte peggiore di noi; quindi occorre un progetto ambizioso ma senza eludere la realtà  altrimenti non si avanza. All’essere si contrappone così l’avere che è tipico della contemporaneità , e quello che sta avvenendo adesso con il coronavirus tra nord e sud è evidenza oggettiva  di questa differenza e lo spiega ampiamente.
“Il Centro vive ancora oggi con molto vigore ma meno soci; cosa è accaduto?”:
-La vita non è staticità e come tutte le cose che vivono ci sono momenti di buona salute e non . Alcuni hanno cambiato vita, altri sono passati a miglior vita . La continuità fu definita bene da Aldo Masullo in una riflessione pubblicata proprio sul ‘Danaro’: “ L’essere è testimonianza di forza d’azione; è esercizio di amore, desiderio di vita, comunicativa cura dell’esistenza”. L’intento è ovviamente quello di programmare un futuro sulla base di un nuovo mondo al quale ci affacciamo , e nel quale occorrerebbe avvicinare tanti giovani alla cultura.
“ Come sta vivendo intellettualmente questo tragico periodo della storia?”:
-ll momento epocale che viviamo ci pone tutti di fronte ad un grosso punto interrogativo: le nuove modalità del cambiamento che è dato  dalla storia . Siamo tutti responsabili e questo evidenzia il conflitto dell’uomo così come sottolinea Fromm, che classifica sei tipi di carattere tra cui quello mercantile che secondo lui si sarebbe particolarmente sviluppato nella contemporaneità . Nel contempo lo stato , dovrebbe dare la possibilità di favorire individualmente le attitudini.
“ L’essere  pensante oggi che tipo di rapporto dovrà avere con la coda  dell’illuminismo come alcuni definiscono la globalizzazione?”:
-Non prestando il fianco alla strumentalizzazione fatta da coloro che vogliono perseguire finalità diverse. Esercitando le capacità critiche che presuppongono consapevolezza e conoscenza. La globalizzazione ha azzerato delle differenze che comunque ci sono e appartengono ai valori e alla cultura, ma i confini hanno una loro ragion d’essere perché significa conservare tradizione e storia.
“Nelle attuali attività del Centro oggi si registra un ritorno collaborativo con il mondo diplomatico: quale la sua sinergia futura?”:
-In realtà la collaborazione con il mondo diplomatico c’è sempre stato attraverso la condivisione di determinati valori che però oggi, non hanno la ricaduta nel reale e ritorniamo sempre al pensiero di Fromm : nella contemporaneità verifichiamo che il conflitto tra bene e male, tra ‘essere’ e ‘avere’, non è stato risolto perché i messaggi teorici non diventano reali e prevale in questo contesto il dio danaro dimostrando che siamo lontani dal risolvere il conflitto , e il coronavirus potrebbe essere occasione per cambiare superando L’” Homo homini lupus “ come scrisseroi latini.
“Un evento importante che non si è celebrato a causa dell’epidemia:?”:
-Il trentennale del periodico Essere programmato per fine Aprile e presentato da me insieme ad  Antonio Talamo, con Luigi Caramiello , Franco Casavola , ospitato dall’Istituto di Cultura  Meridionale il cui Presidente è il Console Onorario di Bulgaria Gennaro Famiglietti ; inoltre temiamo per il trentennale del Fromm di Ottobre che vorremmo celebrare al Circolo Nautico Posillipo , e che coincide  con la celebrazione del “Giorno dell’uomo” , alla sua sesta edizione, e che prevede la consegna del cavallo lavico a determinate persone che si sono distinte per una attività a favore dell’umanità . Il cavallo rappresenta la forza delle idee .
“Un buon auspicio si può trarre solo dal credere nel futuro di questa umanità : cosa dobbiamo augurarci ?”:
-Portare  avanti la fede nell’utopia , che significa dare senso alle nostre giornate così da poter alimentare i sogni . Riflettiamo da questo momento per recuperare un giusto modello di vita: se sapremo farne un buon uso allora possiamo sperare in un mondo migliore. Dipende da noi.