Sinner a New York: “Non sono ancora al 100%, ma punto a esserlo all’inizio del torneo”

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Jannik Sinner si presenta agli US Open con la consueta lucidità, consapevole di avere addosso gli occhi di tutti dopo un anno da protagonista assoluto. Reduce dal virus che lo ha costretto al ritiro nella finale di Cincinnati contro Carlos Alcaraz, il numero uno del mondo ha spiegato in conferenza stampa di sentirsi in ripresa: “Mi sono ripreso quasi del tutto, non ancora al 100%, ma puntiamo ad arrivarci in un paio di giorni. Quindi dovrebbe andare tutto bene per il torneo”. Il campione in carica a Flushing Meadows, vincitore dell’edizione 2024 oltre che degli Australian Open e di Wimbledon 2025, esordirà tra lunedì e martedì contro il ceco Vit Kopriva, numero 89 del ranking, in un primo turno inedito. “Sono molto felice di essere tornato qui, è l’ultimo Slam della stagione e le motivazioni sono molto alte – ha sottolineato – è un torneo complicato, perché contano tanti dettagli, dall’orario in cui si gioca alla gestione delle condizioni particolari”. Inevitabile il riferimento alla rivalità con Alcaraz, che continua a infiammare il tennis mondiale: “Siamo due giocatori diversi, lui è molto veloce e legge il gioco in maniera differente, arrivando su palle che con altri finirebbero il punto. Ora ci conosciamo meglio, è un duello tattico, diverso anche fuori dal campo. L’unica cosa che ci accomuna è il duro lavoro e le scelte di vita fatte in funzione del tennis”. Sinner è tornato anche alle sue origini e ai sogni di ragazzo: “Ai miei genitori dissi che se a 23 o 24 anni non fossi stato nei primi 200 avrei smesso, non potevamo permettercelo. Sono stato fortunato a iniziare a guadagnare già a 18 anni. Da giovane dicevo: voglio diventare numero 1 o vincere uno Slam, ma erano sogni. Il mio vero obiettivo era entrare nei primi 100, sarebbe bastato per rendermi felice. Tutto il resto è un extra. Oggi la prospettiva è diversa, so che se gioco bene posso vincere tornei”. Non manca un accenno al difficile periodo vissuto un anno fa con il caso clostebol: “Adesso mi sento diverso, più sereno. L’anno scorso era stato complicato, arrivava proprio prima di uno Slam ed è stato difficile da gestire”. Sull’argomento Ferrara, invece, poche parole: “Abbiamo già detto tutto nel comunicato, per me è finita, ora ci concentriamo sul duro lavoro e sul migliorare come atleta”. Dopo le prove con Comesana e Michelsen, mentre Alcaraz si allenava sul campo accanto con Khachanov, Sinner ha completato la sua preparazione tra sorrisi, grande concentrazione e la consapevolezza che il mondo del tennis, ancora una volta, lo aspetta come l’uomo da battere.