Sky e Dazn nel mirino dell’Antitrust

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Roma, 15 ott.- (AdnKronos) – L’Antitrust ha avviato una istruttoria nei confronti di Sky per due condotte che potrebbero aver violato il Codice del Consumo nella fase di promozione dell’offerta del pacchetto calcio per la stagione 2018/19 e nella fase di gestione del contratto. E’ quanto emerge dal bollettino settimanale dell’Autorità.

Possibili violazioni del codice del consumo anche da parte di Dazn, il servizio per l’offerta del pacchetto calcio promosso dalle società Perform Investment Limited e Perform Media Services. A ipotizzarle, nella fase di promozione e gestione del contratto, sempre l’Antitrust che ha aperto una istruttoria al riguardo.

Secondo l’Autorità, Sky Italia potrebbe aver messo in atto nei confronti dei nuovi clienti, “una condotta ingannevole inerente alla modalità di presentazione, sul web e tramite spot televisivi, dell’offerta del pacchetto Sky Calcio per la stagione 2018/19. Infatti, a fronte dell’enfasi del claim utilizzato sul web ‘Il tuo calcio, tutto da vivere'”, Sky “non avrebbe informato adeguatamente il consumatore sui limiti dell’offerta” per la serie A, “in particolare, con riferimento alle fasce orarie” scrive l’Agcm.

Nella fase di gestione del contratto Sky “avrebbe indotto i propri clienti, già abbonati al pacchetto calcio, al rinnovo automatico del suddetto contratto nell’erronea convinzione di poter disporre, anche per la stagione 2018/19, del medesimo contenuto del pacchetto Sky Calcio dell’anno precedente, ovvero la visione di tutte le partite di calcio della serie A senza che questi fossero consapevoli del diverso contenuto dell’offerta. Sky – prosegue l’Agcm – non avrebbe inoltre prospettato a tali clienti la possibilità, a fronte della modifica dell’offerta, di recedere senza il pagamento di penali, costi di disattivazione e restituzione degli eventuali sconti di cui hanno fruito”. La condotta di Sky, “consistente nella variazione dei contenuti dell’offerta, potrebbe integrare nei confronti dei clienti già abbonati una violazione dell’articolo 65 del Codice del consumo” scrive l’Antitrust.