Slovacchia, Peter Pellegrini giura come nuovo presidente: La politica non deve dividere

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Peter Pellegrini ha prestato giuramento oggi come nuovo presidente della Slovacchia, promettendo di riunire il Paese diviso politicamente e scosso dal tentato assassinio del suo primo ministro un mese fa. Il 48enne politico slovacco ha origini italiane. Il bisnonno Leopoldo, infatti, era lombardo ed emigrò in Slovacchia quando quella terra era parte dell’Impero austroungarico, alla fine del 1800 per lavorare alla costruzione della ferrovia tra Levice e Zvolen.

“La politica non deve dividere” gli slovacchi e “non deve diventare il motore di emozioni negative e distruttive”, ha affermato Pellegrini, che ha vinto le elezioni di aprile con il 53% dei voti, durante il suo discorso di inaugurazione. Ha sostituito come capo dello Stato la liberale Zuzana Caputova che non si è candidata.

Secondo il nuovo presidente il suo Paese è diviso da “un alto muro mentale”. “Oggi questo muro è già cosparso di sangue. E se non vogliamo che vi venga aggiunto altro sangue, dobbiamo abbattere questo muro insieme”, ha detto riferendosi all’attentato a Robert Fico il 15 maggio. Ferito da quattro proiettili sparati a bruciapelo da “un lupo solitario” per ragioni politiche, il capo del governo populista, in convalescenza, ha recentemente dichiarato di essere pronto a riprendere le sue attività alla fine di giugno.

“I proiettili dell’assassino non solo hanno danneggiato la salute del primo ministro, ma anche la nostra certezza che una cosa del genere non accadrà mai in Slovacchia”, ha sottolineato Pellegrini, 48 anni, promettendo di “riunire” il Paese, dilaniato dalle divisioni tra un governo filo-Cremlino e un’opposizione filo-occidentale.