Slow Wine, Campania protagonista: ecco le 49 aziende presenti alla fiera di Bologna

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La Campania si presenta in forze alla quinta edizione di Slow Wine Fair, in programma a BolognaFiere dal 22 al 24 febbraio 2026. Sono 49 gli espositori regionali pronti a raccontare un’idea di vino che non si limita alla qualità nel bicchiere, ma mette al centro sostenibilità, diritti e valore condiviso.
La manifestazione, organizzata da BolognaFiere con la direzione artistica di Slow Food, si svolge per il secondo anno in contemporanea con SANA Food. Oltre 1100 espositori provenienti da 27 Paesi e da tutte le regioni italiane si confrontano sul tema della giustizia sociale nel mondo del vino.
Secondo la visione di Slow Food, un vino davvero “buono” e “pulito” deve essere anche “giusto”: prodotto senza sfruttare lavoratori e territori, capace di generare lavoro dignitoso, inclusione e nuove opportunità. È su questa linea che la Slow Wine Fair 2026 si propone come spazio di dialogo tra produttori, esperti, ricercatori, consorzi, istituzioni, buyer e professionisti dell’Horeca. Il programma prevede conferenze, masterclass e incontri dedicati al ruolo sociale del vino, dall’integrazione dei lavoratori stranieri alla promozione dell’imprenditoria femminile e giovanile, fino alla rigenerazione delle Terre Alte.

La Campania secondo la guida Slow Wine 2026

Dopo annate complesse, il 2024 è stato definito quasi “classico”: vendemmie anticipate per il caldo e piogge di settembre che hanno favorito la maturazione. I cambiamenti climatici impongono una gestione sempre più attenta della vigna, con un ritorno anche a tecniche tradizionali come la pergola.
In Irpinia si registra la crescita di nuove aziende con Greco di Tufo e Fiano di Avellino di ottimo livello, mentre i Taurasi mostrano uno stile più leggero. Fuori dalle Docg emergono piccole realtà artigiane nel Sannio e nel Casertano. I Campi Flegrei propongono vini moderni e identitari; il Vesuvio paga ancora il prezzo di incendi e scarsi investimenti. La Costa d’Amalfi mantiene standard elevati, mentre il Cilento risente maggiormente delle alte temperature, soprattutto sui vitigni internazionali.

I 49 espositori campani

Provincia di Avellino
2vite di Pietro Moschetti – Taurasi
Antico Castello – San Mango sul Calore
Azienda Agricola Boccella – Castelfranci
Boccella Rosa – Montemarano
Cantina Bambinuto – Santapaoli
Cantina del Barone di Sarno Luigi – Cesinali
Cantine dell’Angelo – Tufo
Cantine di Marzo – Tufo
Cantine Fratelli Addimanda – Taurasi
Cantine Gerardo Perillo – Castelfranci
Crypta Castagnara Cantine – Grottolella
Di Pietro – Melito Irpino
Fabio De Beaumont – Castelvetere sul Calore
Il Cancelliere Azienda Vitivinicola – Montemarano
Pietracupa – Avellino
Salvatore Molettieri – Montemarano
Società Agricola Bellaria Srl – Roccabascerana
Tenuta Sarno 1860 – Avellino
Tenuta Vitagliano – San Martino Valle Caudina
Torricino – Tufo
Vigne Guadagno – Taurasi
Villa Raiano – Aiello del Sabato

Provincia di Benevento
Azienda Agricola Fontanavecchia di Libero Rillo – Torrecuso
Cantina Francesca – Apollosa
I Pentri – Castelvenere
Monserrato 1973 – Benevento
Tenuta Elena Catalano – Benevento
Torre del Pagus – Paupisi

Provincia di Caserta
Canestrini – Castel Campagnano
Il Verro – Formicola
Sclavia – Liberi
Terrae Tiferni – Gioia Sannitica
Vigne Chigi – Pontelatone
Villa Sorbo Vini Vulcanici – Galluccio
Viticoltori del Casavecchia – Pontelatone

Provincia di Napoli
Azienda Fuocomuorto – Ercolano
Casa Setaro – Trecase
Contrada Salandra – Pozzuoli

Provincia di Salerno
Casebianche – Torchiara
Lunarossavini – Giffoni Valle Piana
Mila Vuolo – Salerno

La Campania nella Fiera dell’Amaro d’Italia

All’interno della Slow Wine Fair trova spazio anche la Fiera dell’Amaro d’Italia, organizzata con Amaroteca e Anadi – Associazione Nazionale Amaro d’Italia. La sesta edizione riunisce a BolognaFiere 48 realtà provenienti da 15 regioni, selezionate in base all’utilizzo di ingredienti locali, coltivazioni sostenibili e produzioni a basso impatto ambientale.
Tre le presenze campane: Agnes Spirits di Sala Consilina, con gin, liquori, amari e grappe caratterizzati dall’aroma di zafferano; Gargiulo 1966, noto per l’Amaro Don Carlo a base di mallo di noci, erbe e spezie; e Rucolino Ischia Sapori, prima fabbrica di liquori dell’isola d’Ischia, oggi apprezzata a livello internazionale.

Sommelier e masterclass

Tra gli spazi istituzionali di Lazio, Lombardia, Calabria, Campania e Sardegna, la Regione Campania partecipa con una collettiva di cantine e uno spazio dedicato, dove i sommelier Fisar guidano i visitatori alla scoperta delle etichette regionali attraverso degustazioni e incontri con i produttori.

Il 22 febbraio alle 16 è in programma “Paese che vai, vino che trovi”, un viaggio tra i sistemi di allevamento della vite e le diverse forme che raccontano identità culturali e profili enologici distintivi. In degustazione il Greco di Tufo Riserva “Raggiere” 2024 di Cantine dell’Angelo.

Il 23 febbraio alle 16 spazio alla masterclass “Vini tappati a vite: una scelta da sommelier”, dedicata al tema del tappo a vite. In assaggio Cupo 2023 di Pietracupa.

L’area Banca del Vino – Annate storiche

Novità dell’edizione 2026 è l’area della Banca del Vino di Pollenzo, che custodisce oltre 50mila bottiglie di etichette storiche. Attiva dal 2004 nel sito Unesco dell’Agenzia di Pollenzo, la Banca seleziona e conserva i migliori vini italiani, valorizzando il patrimonio culturale del territorio.

Sei appuntamenti permettono di degustare annate storiche prima di proseguire il percorso tra gli stand delle produzioni correnti. Per la Campania sono in degustazione, dalla realtà avellinese Pietracupa, Fiano Pietracupa ’16 e Fiano Pietracupa ’18.