Smart Home, Maggioni: Così cambia la vita di persone e imprese

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In foto Giorgio Maggioni

Smart Home: in Italia, parliamo in special modo di sicurezza e gestione energetica della casa. Il 15 febbraio a Milano, presso l’Aula Magna Carassa e Dadda, edificio BL. 28, via Lambruschini 4, campus Bovisa, saranno presentati i risultati della Ricerca Smart home 2018-19 dell’Osservatorio Internet of Things, promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano. Si tratta dell’occasione per presentare le principali novità tecnologiche, la prospettiva dei consumatori italiani e gli impatti in termini di Cyber security e nuovi algoritmi di Intelligenza artificiale, che via via giungeranno al predominio in questo mercato, nonché i numeri del mercato Smart home in Italia e all’estero l’evoluzione dello scenario competitivo. Con i nuovi strumenti la nostra vita cambierà? Lo abbiamo chiesto a Giorgio Maggioni, comunicatore, esperto e sviluppatore di modelli di business on line, specializzato nella Pmi, nonché docente di Web marketing per l’internazionalizzazione d’impresa. Secondo lui, l’intelligenza artificiale permette il massimo della customer experience. Queste le sue parole.

E’ da temere il momento nel quale i robot penseranno come o meglio di noi?
“Creare intelligenze artificiali è un fatto umano. Se non teniamo conto di ciò, finiamo per pensare che dicano il vero i film di fantascienza degli anni Settanta e Ottanta. Questa tecnologia renderà migliore la nostra vita: perché averne paura? Non possiamo definire intelligenze artificiali domotica e robotica, che pure sono tecnologie utili. Facciamo i dovuti distinguo. Quando si crea la possibilità di abbassare o alzare le tapparelle di un’abitazione, rispettivamente al tramonto o all’alba, non si sta facendo uso di intelligenza artificiale. Il piccolo robot che ci lucida la casa non ha niente a che vedere con l’intelligenza artificiale, benché sia comodo. Vale anche per il tagliaerba”.

Si parla spesso di chat bot: che cosa sono?
“Si tratta di un software che simula una discussione, come se fosse un interlocutore fisico. Può capitare che l’interlocutore, che sta dall’altra parte del monitor, sia talmente soddisfatto delle risposte che il sistema fornisce (si parla comunque sempre di testo scritto) che alla fine, quasi quasi chiede un appuntamento al risponditore, che spesso si presenta con un nome di battesimo, magari di genere femminile: possiamo chiamarlo Gilda. Ho impostato un database, la cui compilazione rispondeva a una matrice di domande (con la definizione delle relative risposte). Si ragionava su una matrice “di prodotto” e una matrice “di utilizzatore” (In internet si utilizzano le medesime logiche sono utilizzate per i motori di raccomandazione: essi filtrano i contenuti a favore dell’utente)”.

Potrebbe farci qualche esempio?
“Se ami la Turandot di Puccini, probabilmente apprezzi anche la Butterfly. Puoi quindi essere definito come appassionato di musica operistica (matrice di prodotto). Se hai 30 anni, sei donna, e sei un consumatore abituale di omogeneizzati, probabilmente sei una neo-mamma (matrice di utilizzatore). Se sei una donna e hai 30 anni, e due anni fa hai comprato un biglietto alla Scala, potrebbe essere inutile che ti si riproponga l’acquisto, dato che con ogni probabilità hai un figlio piccolo. L’analisi è semplice, se attuata su una referenza. Se invece lavoriamo su qualche migliaio di dati da analizzare, l’intelligenza artificiale sarà indispensabile”.

L’intelligenza artificiale è un miglioramento tangibile?
“Essa migliorerà le nostre condizioni di lavoro. Secondo le stime, in un futuro molto vicino, l’intelligenza artificiale provocherebbe una riduzione del tempo lavoro dell’50%, con un relativo incremento della produzione del 70%. A me, sembra che le percentuali siano eccessive. E ancora: se le macchine non sostituiranno l’uomo, certamente suppliranno al suo operato in alcune attività. Ma… Attenzione: non si tratta necessariamente di azioni ripetitive. Una chat bot sarà la prerogativa delle sole grandi imprese, ma anche di piccoli commercianti: fioristi, ristoratori, parrucchieri. Che cosa significherà gestire la clientela attraverso un’intelligenza artificiale? Smistare le domande ed eliminare i tempi di attesa. Parliamo, inoltre, di un accumulatore di dati infallibile. Tali elementi, se ben analizzati, permetteranno di creare un profilo personalizzato per ognuno dei clienti. Siamo nell’era della personalizzazione, dell’oggetto di fabbrica disponibile immediatamente, su misura. Saranno i clienti a ottenere i maggiori benefici da questa realtà, che progredisce a vista d’occhio, nell’ottica della più coinvolgente customer experience: interagendo con le aziende, interagendo con i calcolatori”.