Smart working, non è tutto oro quello che luccica. Savino Balzano: Attenti a non perdere i diritti conquistati

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di Bianca Desideri

Lavoro agile, smart working, home working, parole ormai divenute compagne quotidiane in tempo di Covid-19. Visto, in un primo momento, quasi come unica alternativa possibile alla continuazione di tutte quelle attività che potevano essere gestite da remoto sia nel mondo del lavoro privato sia in quello pubblico, oggi, che la pandemia non è finita e non si prevede quanto possa ancora durare, si prospetta con tutta probabilità come modalità di lavoro futura, anche se non esclusiva, per molte lavoratrici e molti lavoratori con un deciso cambiamento nelle loro abitudini di vita personale e professionale.
Di lavoro agile, smart working, si parlava già nel passato e nel 2017 veniva normato dalla legge 22/05/2017 n. 81 e ripreso anche nella contrattazione collettiva.
Sul sito del Ministero del lavoro leggiamo “Il lavoro agile (o smart working) è una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato caratterizzato dall’assenza di vincoli orari o spaziali e un’organizzazione per fasi, cicli e obiettivi, stabilita mediante accordo tra dipendente e datore di lavoro; una modalità che aiuta il lavoratore a conciliare i tempi di vita e lavoro e, al contempo, favorire la crescita della sua produttività”.

La definizione di smart working, contenuta nella Legge n. 81/2017, pone l’accento sulla flessibilità organizzativa, sulla volontarietà delle parti che sottoscrivono l’accordo individuale e sull’utilizzo di strumentazioni che consentano di lavorare da remoto (come ad esempio: pc portatili, tablet e smartphone).
Ai lavoratori agili viene garantita la parità di trattamento – economico e normativo – rispetto ai loro colleghi che eseguono la prestazione con modalità ordinarie. È, quindi, prevista la loro tutela in caso di infortuni e malattie professionali, secondo le modalità illustrate dall’Inail nella Circolare n. 48/2017” (https://www.lavoro.gov.it/strumenti-e-servizi/smart-working/Pagine/default.aspx).
Savino Balzano, sindacalista, studioso del mondo del lavoro, con particolare attenzione alle dinamiche collettive e sindacali, nel suo “Contro lo smart working” per i tipi di Editori Laterza, affronta il tema con l’esplicita intenzione di aprire un dibattito franco e critico sull’argomento. Con chiarezza espositiva e di argomentazione l’Autore fa emergere le principali criticità legate alla salute e sicurezza, alla cybersecutiry, alla privacy, alla possibilità di confronto diretto con colleghi e superiori, alle progressioni di carriera, alla reale conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, all’impatto sulla salute psicofisica delle lavoratrici e dei lavoratori. Evidenzia il rischio della perdita di tanti di quei diritti e quelle tutele legate al rapporto di lavoro in presenza (buono pasto, trattamenti di missione e indennità economiche collaterali, postazione di lavoro, straordinari, ecc.) così difficilmente conquistati nel corso degli anni. Risulta evidente anche l’esigenza non differibile e non rinunciabile al diritto alla disconnessione al termine della prestazione lavorativa per non restare connessi ai device H24.
Savino Balzano in questo agile volume denso di analisi, contenuti e suggerimenti per “resistere” positivamente allo smart working e ad una nuova visione del mondo del lavoro, sottolinea l’importanza della presa di consapevolezza da parte delle lavoratrici e dei lavoratori e del sindacato di essere consapevoli di ciò che sta accadendo per non “lasciare a terra” altri pezzi di diritti che già nel corso di questi ultimi decenni si sono andati via via depauperando e di agire di conseguenza.
Certo lo smart working può essere un’opportunità da sfruttare ma, come dice nell’epilogo del volume “se non verrà governato a dovere dalla politica, sarà il cavallo di Troia nella cittadella del lavoro, l’espediente che mette fine al conflitto tra capitale e lavoro sancendo la definitiva vittoria del primo sul secondo”.
E’ necessario lavorare ora e non domani per evitare ciò, nella speranza che, come sottolinea Savino Balzano, non sia già troppo tardi.

Savino Balzano
Contro lo smart working
Editori Laterza
2021, pp. 105, € 12,00