Soffia un vento rinnovabile in Campania: l’eolico copre quasi il 22% dei consumi regionali

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Foto di Ed White da Pixabay

L’eolico è il principale pilastro delle rinnovabili in Campania, con oltre 2.177 MW di potenza installata e 3.666 GWh di produzione, che collocano la regione al terzo posto in Italia per entrambe le voci. A dirlo è il report “Qual buon vento”, presentato questa mattina da Legambiente Campania nel corso della quarta edizione del Forum Eolico ad Aquilonia, in provincia di Avellino.

In un contesto nazionale e internazionale segnato da eventi meteo estremi e da una crescente narrazione ostile verso le rinnovabili, la Campania si accredita come una regione pioniera nel campo dell’energia eolica. Nel biennio 2023-2024 ha registrato una crescita del 27,6% degli impianti da fonti rinnovabili, con un incremento di 218 MW nell’eolico (+11%).

Nel confronto tra regioni italiane, la Campania è ottava per potenza installata da fonti rinnovabili elettriche (4.276 MW) e nona per produzione (6.298 GWh). Tra le regioni del Sud è terza, dopo Puglia e Sicilia, sia per potenza sia per produzione.

L’eolico rappresenta il 50,9% della potenza rinnovabile installata e il 58,2% della produzione elettrica da FER. Copre quasi il 22% dei consumi regionali, pari a 16.804,6 GWh. Numeri che raccontano una dipendenza strutturale dal vento, ma anche un potenziale rilevante per consolidare un modello energetico sostenibile.

Irpinia e Fortore sannita capitali del vento

Sono 40 i cosiddetti comuni del vento. Le province di Avellino e Benevento guidano la classifica regionale con 17 comuni ciascuna, seguite da Salerno con cinque e Caserta con uno solo.

La provincia di Avellino ospita 1.097,74 MW, pari a circa il 53% del totale regionale. Benevento segue con 790,18 MW (circa 38%), mentre Salerno si ferma a 151,25 MW (8%). Caserta compare con il solo comune di Ciorlano, con 23,8 MW (1%).

In Irpinia il peso è concentrato in pochi centri: Bisaccia (204,3 MW) e Lacedonia (202,01 MW) rappresentano quasi il 40% dell’intera potenza provinciale. Nel Beneventano spiccano San Giorgio La Molara (128 MW) e Montefalcone di Val Fortore (113,3 MW), che insieme coprono circa il 30% del totale provinciale.

Le potenze indicate derivano dalla somma degli impianti in alta e media tensione autorizzati e censiti dalla Regione Campania. Non sono inclusi eventuali impianti oggetto di modifiche successive tramite PAS o autorizzazioni rilasciate in passato da Province e Comuni, né quelli per cui non era ancora obbligatoria la comunicazione delle posizioni degli aerogeneratori.

Repowering: meno pale, più energia

La Campania è stata tra le prime regioni italiane a installare impianti eolici a metà degli anni Novanta ed è oggi tra le prime per repowering. Tra il 2022 e il 2024 sono stati autorizzati 11 progetti che porteranno a una riduzione del 75% del numero di aerogeneratori e a un aumento del 58% della potenza installata: oltre 300 pale in meno sul territorio.

Restano in attesa di valutazione due progetti: tre aerogeneratori di Wind Energy Casalbore Srl a Casalbore e 13 di Edison Rinnovabili SpA a Bisaccia. Se approvati, comporteranno ulteriori 15 aerogeneratori in meno e un aumento di 6,3 MW di potenza. Il repowering, sottolinea il dossier, permette di alleggerire i crinali più affollati producendo al contempo più energia.

L’appello alla Regione

“L’energia eolica è già da tempo una fonte di economie e di entrate stabili per i bilanci comunali, oltre che un’opportunità per imprese e giovani del territorio. Ma può fare di più, se accompagnata da una visione industriale e territoriale”, dichiara Mariateresa Imparato, presidente di Legambiente Campania.

L’associazione rivolge un appello al presidente Fico e alla nuova Giunta regionale affinché venga rafforzata la struttura amministrativa che valuta i progetti e sostenuti gli uffici tecnici comunali. Tra le priorità indicate: costruire una filiera industriale completa, dalla produzione alla manutenzione fino al recupero e al riciclo degli impianti, e garantire compensazioni ambientali efficaci per i territori ospitanti, con interventi su paesaggio, infrastrutture verdi e dissesto idrogeologico.

“All’economia del riarmo possiamo e dobbiamo contrapporre l’economia della transizione ecologica”, aggiunge Imparato, indicando nelle aree interne un laboratorio di sviluppo, coesione e resilienza.

Sulla stessa linea Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente: “L’Italia deve accelerare nella diffusione degli impianti eolici a terra e a mare con processi autorizzativi più snelli e semplificando repowering e revamping. La Campania è diventata la Regione leader in Italia per lo sviluppo delle rinnovabili e ha individuato un modello positivo che garantisce rispetto delle norme, tempi certi e ascolto delle comunità”.

Il vento, in Campania, non è più solo una questione meteorologica. È una politica industriale.

Foto di Alex Eckermann su Unsplash