Soffocata e uccisa da fidanzato della badante, in manette 37enne

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Padova, 12 gen. (AdnKronos) – Svolta nelle indagini sull’omicidio di Liliana Armellini, la donna di 74 anni trovata morta la mattina del 23 maggio 2016, riversa a terra e con le caviglie legate con nastro da imballaggio al piano terra della sua abitazione di via Pilastro ad Este, in provincia di Padova.

L’indagine coordinata dal sostituto procuratore presso il Tribunale di Rovigo, Fabrizio Suriano, ha portato all’arresto da parte dei carabinieri di M. B., 37enne di Casale di Scodosia (Padova) indagato per omicidio a scopo di rapina.

I FATTI – La vittima viveva con la sorella di due anni più grande, allettata per le conseguenze di un incidente domestico e assistita da una badante. L’arrestato era fidanzato, all’epoca, con la badante e conosceva le due sorelle perché, in alcune circostanze, aveva fatto in casa loro piccoli lavoretti. La vittima condivideva l’abitazione con la sorella di due anni più grande.

I carabinieri hanno ascoltato numerosi testimoni e sono risaliti all’indagato anche grazie a intercettazioni telefoniche e ambientali, videosorveglianza a distanza, esami dei Ris di Parma ed esiti della perizia autoptica disposta dal pm.

Sulla porta non c’erano segni di effrazione, è possibile che la vittima abbia aperto al suo assassino o che quest’ultimo si sia introdotto al piano terra perché in possesso delle chiavi. La sorella dell’anziana, bloccata a letto nella camera al piano di sopra, non ha potuto prestare soccorso alla vittima.

L’AUTOPSIA – Dall’autopsia è emerso che la donna era stata violentemente picchiata al corpo e al volto, alle braccia e alla testa e infine era stata soffocata. E’ anche emerso, sottolineano i carabinieri, che la donna la sera prima aveva assunto un antidepressivo, che il medico di famiglia aveva prescritto solo alla sorella, e in quantità tossiche un altro farmaco per problemi al cuore. E’ possibile quindi, secondo i militari, che “tali farmaci le fossero stati somministrati per intossicarla e affievolirne le già deboli capacità di difesa”.

L’abitazione, fatta eccezione per la camera in cui era allettata la sorella di Liliana Armellini, era a soqquadro e sono stati trovati sparsi per casa alcuni monili abbandonati. Erano stati portati via circa 1.000 euro, mentre non era stata trovata la più consistente somma di quasi 10.000 euro, nascosta in un cassetto.

Le indagini si sono concentrate sull’arrestato, all’epoca legato sentimentalmente alla badante della sorella della vittima. L’uomo, secondo quanto hanno riferiscono i carabinieri, “è caduto diverse volte in contraddizione” e “non aveva un alibi solido per la notte dei fatti”.

IL DNA – Dagli esami svolti dal Ris di Parma è poi risultata la presenza del Dna dell’uomo, in un caso misto a quello della vittima, sulle maniglie delle porte dell’abitazione delle due anziane e sul corpo della donna.