Sono responsabile anche di te

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in foto quadro di Paolo Righi

“Può darsi che non siate responsabili per la situazione in cui vi trovate, ma lo diventerete se non fate nulla per cambiarla”

Martin Luther King

di Ugo Righi

Affermavo in un articolo precedente che la responsabilità intesa come il “sentirsi” responsabili, farsi carico delle proprie decisioni e risultati, anticipare gli effetti dei propri comportamenti, rappresenta l’aspetto qualitativo ed etico del potere e che, quindi, un potere che non è strumento per ottenere risultati e quindi render conto di… (responsabilità) è pura arroganza o stupidità.
Ma di cosa si è responsabili al di fuori o oltre la connessione interpretativa con il sistema formale di potere?
Credo che si sia responsabili di quello che capiamo e di quello che quindi, dobbiamo tentare di fare e ottenere.
Voglio dire che nella complessità diventa responsabile chi ha maggiore forza interpretativa e quindi potenzialmente utile per il miglioramento del sistema in cui vive.
In questo senso diventiamo responsabili anche del comportamento di altri, del vuoto di senso di responsabilità di altri, che non capiscono e quindi non fanno, perché non sanno ancor prima del perché non possono o non vogliono.
Beato chi capisce poco, ha meno problemi di tutti i tipi, anche etici.
Capire la complessità non è semplice, ovviamente, perché per capire, occorre contestualizzare ponendo processi, informazioni e dati affinché abbiano senso. L’evoluzione della comprensione richiede la loro messa in contesto.
L’indebolimento prevalente della capacitò di percepire il globale conduce quindi all’indebolimento della responsabilità.
E ciascuno tende a sentirsi responsabile solo del suo compito specializzato o solo di quello che è in grado di capire e controllare direttamente. Questo porta verso l’indebolimento della solidarietà e alla perdita del legame con gli altri.
Il corona virus non aiuta: temo che si aggravi sempre più l’ignoranza del tutto e la progressione della conoscenza delle parti.
E allora chi è di valore deve capire che fa parte della propria responsabilità sentirsi e farsi carico del vuoto di responsabilità di coloro che per incomprensione, incompetenza o altro non presidiano aspetti della vita in comune e quindi danneggiano aspetti del valore del vivere insieme. Ma lo vediamo prevale la logica organizzatrice dei sistemi di resistere a tutto ciò che non gli conviene (convenienza no valore) o che non può integrare nel proprio sistema d’idee.
Certo la burocrazia è ancora la grande dimostrazione di quest’affermazione.