Sono tante le autorità di garanzia che dovrebbero  tutelare i diritti del cittadino, ma sono inesistenti

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in foto telecomando per pay tv

In realtà, tutelano i privilegi dei più forti, liberi di sfruttare l’impotenza degli utenti. Le compagnie aeree impongono le regole infischiandosi delle esigenze dei viaggiatori. I contratti vocali di Sky si prestano a continue trappole economiche. Spuntano penali fittizie per termini non rispettati. Mentre un’onesta e attenta vigilanza imporrebbe di comunicare le scadenze. Nuove pay-tv ottengono l’esclusiva di partite di calcio senza alcun controllo su efficienza e tecnologia spesso inadeguate. Ma hanno già incassato milioni dagli abbonamenti. Sono le garanzie inesistenti a storpiare la democrazia.

Tutti abbiamo diritto di protestare se riteniamo sbagliate le regole dello stato. È una delle garanzie della democrazia
È la stessa Costituzione a consentirci di manifestare con cortei autorizzati e pacifici. Ci si può rivolgere ai sindacati, alle associazioni di consumatori, ai partiti politici e, infine, alla magistratura. Ognuno cerca di spiegare le proprie ragioni perché siano prese in considerazione. Solo i no vax – gli stessi che non diffidarono del contenuto del Viagra, che andò a ruba – hanno ragione spesso con la violenza. Perché le multinazionali si arricchiscono. Se non fosse per loro, che sono i soli a prendersi carico della ricerca farmacologica, cresceremmo storpi e la mortalità infantile sarebbe elevatissima.

Nella prima repubblica PCI e MSI, seppure di idee diverse, erano ugualmente avversari della DC e dei partitini laici
Facevano un’opposizione incessante, essendo i programmi politici totalmente differenti, addirittura opposti. Eppure né comunisti né post fascisti, pur criticandole, non boicottavano mai le leggi. In parlamento cercavano di migliorarle con i loro emendamenti. Si deve al PCI il Sistema Sanitario Nazionale. Mentre il MSI determinò l’elezione di Segni e poi di Leone al Quirinale. Non c’erano i disfattisti. Negli anni 80, quando l’Italia era funestata dal terrorismo interno, sia rosso che nero, tutti furono concordi nel reprimerlo. Fu grazie a quell’unità che lo sconfissero. Accadeva meno di 40 anni fa.

Intera famiglia no vax contagiata a Trieste. Madre e marito intubati, sono gravi. La figlia, incinta, perderà il bambino
Pur rischiando di morire di Covid ognuno ha diritto di decidere della propria vita, per convinzione, ideologia, ribellione o stupidità. Nel caso di gravidanza si mette a repentaglio la salute e l’esistenza della creatura che dovremmo tutelare, perché gli vogliamo già bene. Non abbiamo diritto di decidere anche della sua vita. Questa non è libertà che talvolta reclamiamo violentemente. Il feto è una vita umana che non appartiene alla madre, ha già i propri diritti, soprattutto quello di sopravvivere. Per non commettere un delitto sacrilego, le donne incinte dovrebbero vaccinarsi per legge.

I nostri figli sono preziosi e li proteggiamo dai pericoli. Quelli dei migranti non valgono nulla. Pazienza se muoiono
Nessun bambino è di destra o di sinistra. Non sono nemmeno bianchi o neri. Eppure l’iconografia razzista, benché religiosa, ritrae Gesù sempre biondo. Essendo mediorientale, invece, doveva avere la pelle olivastra. Probabilmente come quel bimbo siriano morto assiderato al confine bielorusso con la Polonia. Aveva appena un anno e mezzo, E non sarà il solo perché i figli di chi vive in condizioni disumane sono fragili come i nostri. Ma non hanno gli stessi diritti, solo quello di soffrire, neppure di vivere. Chiusi i corridoi umanitari, nessuno può soccorrere feriti e moribondi. Vergogna!

Quando Bin Laden combatteva in Afghanistan per liberarlo dai sovietici,  cercai di incontrarlo entrando dal Pakistan
A Peshawer c’era il varco dal quale i talebani rifornivano di armi la resistenza afghana. Non riuscirono a camuffarmi per farmi entrare. Tornato a Islamabad per raggiungere il gruppo di parlamentari italiani cui ero aggregato, trovai un invito a una cena di gala da parte del dittatore che non potei rifiutare. Però, per esprimere il mio dissenso, anziché in giacca e cravatta, andai in jeans. A tavola Zia mi volle accanto e mi spiegò che anche lui era per la libertà, ma il Pakistan non era pronto. Ci lasciammo da amici. Quando appresi che il suo aereo era esploso in volo mi vergognai di averlo giudicato.

E’ stato un bravo comico, discendente da famiglia di artisti. Diminuendo il successo è in cerca di visibilità in politica
Ma fu mediocre e ci prova ancora, sempre in partiti diversi e per di più di opposta ideologia. Ora, per farsi notare, va controcorrente e cade nel ridicolo. Debuttò come fan di Occhetto. Poi, finì nei 5 Stelle passando da Alemanno. Quindi, nessuno si scandalizzerà se, dopo una vita da laziale, pur di farsi notare, dovesse tifare per la Roma. Adesso cavalca la battaglia dei no pass e incita a un’azione ancora più violenta, che mira a destabilizzare non solo il governo, ma pure lo stato. È fatto così, purché si senta protagonista. Ma quando invoca la disubbidienza civile rischia la camicia di forza.