Da Sorrento a Napoli: lavorare con le tecniche dell’interpretazione è garanzia di successo

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In foto una veduta di Sorrento

Gita a Sorrento, un classico del turismo in Campania. Sole, colori, tanto da vedere, mangiare e godere. Passeggiatamostrapranzoprodottitipici: il copione è scritto e funziona sempre. A Villa Fiorentino, in questi giorni, il colpo di scena. La mostra dell’artista russo Yuri Kalyuta. Una mostra a Villa Fiorentino, sai la novità, tutto l’anno nella bella struttura ci sono eventi mostre e anifestazioni. Gli artisti russi che hanno scelto Sorrento per dare ampio sfogo alla loro capacità non sono stati pochi. Si pensi Maksim Gor’kij, uno dei più importanti scrittori russi, il quale soggiornò a Sorrento nei primi decenni del secolo scorso.
Eppure. Il turista ha potuto lasciarsi coinvolgere dalla ripetizione di alcuni volti ritratti, dai colori stesi sulle tele, in un atmosfera diversa. I ragazzi del liceo Salvemini con una narrazione emozionata ed emozionante, al di la delle singole capacità comunicative, trascinano i visitatori dalla sala sorrentina allo studio dell’artista a San Pietroburgo.
Inquadrandone perfettamente la sua contemporaneità e costringono il visitatore a vivere l’esposizione, con un continuo rincorrere le opere e i loro contenuti, per ritrovare corrispondenze, colori e volti. A tratti il suono appena sussurrato di una chitarra è l’accompagnamento live alla proiezione. Un modo interpretativo di porgere l’ormai stantio filmato che accompagna ogni mostra o esposizione che voglia darsi un tono moderno. Un operazione matematica: valore dell’artista + interpretazione = mostra coinvolgente. La tutor, la professoressa Rayola, che ha condotto i propri allievi in questa esperienza, ha sicuramente studiato per ognuno di essi una chiave espositiva congeniale all’età, al carattere ed anche alle singole doti empatiche. Ha interpretato la figura della guida. Non è poco. E’ il segnale che anche nella scuola italiana che è sempre tacciata di essere retrograda, comincia a instillarsi la cultura interpretativa. Applauso a tutti. C’è da lavorare, ma si comincia da piccoli.
Napoli, celebrazione dei trecentocinquant’anni dalla nascita di Giambattista Vico. La lezione di Alessandro Stile sulle teorie del pensatore sarebbe potuta diventare una lunga relazione per soli addetti ai lavori. Aver compiuto l’interpretazione del pensiero di Vico e averla trasformata in un dibattito tra il filosofo e i suoi contemporanei, è stata la chiave giusta per trasmettere ad un pubblico molto più vasto il senso che Vico dava alla la natura umana non solo come natura del mondo degli uomini, ma proprio, in quanto natura umana, natura comune a tutti gli uomini. Battute e motti di spirito interpretati anche grazie ad un attore professionista ma anche a professori universitari di altissimo livello che hanno compreso il valore di quest’interpretazione, hanno reso Vico molto attuale ed hanno divertito ed emozionato. Per farlo non sarebbe bastata una piece teatrale, o un abile commediografo. Era necessario abbinare conoscenza profonda dell’argomento e delle tecniche d’interpretazione per poter gestire una lezione di questo tipo. Applicare queste tecniche alla gestione di tutti i beni culturali può rivoluzionare le modalità di fruizione della cultura e dei beni culturali rendendoli anche un vero e proprio patrimonio economico. La pesantissima corazzata della cultura pian piano grazie a pochi pionieri sta prendendo il largo. Ci vorrà tempo, ma una volta superate le sponde, che imbalsamano la cultura, il mare in cui muoversi è infinito.