Sos demografico
Ecco cosa fare

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A cura di Roberto Paura Rassegnamoci: la crescita della popolazione mondiale non sta rallentando. Negli ultimi mesi il pessimismo al riguardo è cresciuto negli ambienti scientifici, dall’Onu – che ha rivisto le A cura di Roberto Paura Rassegnamoci: la crescita della popolazione mondiale non sta rallentando. Negli ultimi mesi il pessimismo al riguardo è cresciuto negli ambienti scientifici, dall’Onu – che ha rivisto le proprie stime – a uno studio appena pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences a firma di due demografi australiani. Se da un lato, infatti, il miglioramento delle condizioni socio-economiche e sanitarie nei paesi in via di sviluppo ha prodotto un effetto frenante sulla fecondità, d’altro canto il livello della popolazione globale, che nel 2011 ha superato i 7 miliardi, rende molto poco incisive le politiche di controllo demografico. Secondo gli scenari elaborati dai ricercatori si raggiungeranno i 9,23 miliardi nel 2050 e i 10,35 nel 2100. Anche nel caso in cui un miglioramento delle condizioni di vita in tutto il mondo favorisca un calo del tasso di fecondità non ci sarebbero variazioni: alla fine del secolo si toccherebbero i 10 miliardi. Solo se si giungesse a una media di un solo figlio per coppia nel 2100, la popolazione resterebbe ferma sui 7 miliardi. Una “politica del figlio unico” a partire dal 2045, infine, permetterebbe di far crollare la popolazione a 3,45 miliardi nel 2100, ma qui siamo nel campo della fantascienza. Le politiche di controllo demografico, in sostanza, non riusciranno a rallentare il trend di crescita: l’unica soluzione è ridurre il consumo delle risorse naturali per rendere sostenibile un mondo da 10 miliardi di abitanti.