Sostenibilità, Vito Grassi (Confindustria): Verso un nuovo capitalismo inclusivo

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in foto Vito Grassi

“La simbiosi industriale può essere la strada maestra per il raggiungimento di un nuovo capitalismo di tipo inclusivo e di modelli economici rigenerativi”. Ad affermarlo è Vito Grassi, vicepresidente di Confindustria e presidente del Consiglio delle Rappresentanze Regionali e per le Politiche di Coesione Territoriale, intervenendo al Forum Nazionale Sostenibilità e Sviluppo Aree Industriali.
“La collaborazione tra filiere – dice Grassi – è un elemento chiave. Le imprese investono nella formazione ESG per supportare le filiere più piccole. Il Made in Italy, con i suoi tratti distintivi di qualità, creatività e relazioni umane, offre un vantaggio unico. Le priorità di investimento denotano un chiaro focus verso un approccio integrato alla sostenibilità: digitale, green e capitale umano-formazione ESG. Le imprese esprimono oggi la necessità di rivedere le politiche industriali – nazionali ed europee – in ottica di integrazione dei tre aspetti della sostenibilità E-S-G, per puntare sul made in Italy come leva efficace per valorizzare il nostro Paese sui mercati di tutto il mondo, generando ricchezza e sviluppo nel lungo periodo”.
“Il capitalismo sta evolvendo – prosegue il vicepresidente di Confindustria – e le imprese sono chiamate non più a produrre valore ma valori: economici, sociali e ambientali. Il business in chiave 5.0 mette l’uomo al centro e chiarisce che quello sulle persone è, oggi, un investimento industriale. A ciò si aggiunge una buona governance della sostenibilità, che significa innanzitutto un’organizzazione aziendale in grado di accompagnare l’innovazione sempre più veloce dei processi produttivi.  Bisogna stimolare, come fanno USA e Cina, gli investimenti innovativi, per trasformare la sfida della transizione ecologica in una grande opportunità di sviluppo sostenibile”.