Sottile linea tra ambizione e fantasia

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in foto Mario Draghi

Già in estate si percepiva come questa manovra fosse incerta dal punto di vista delle coperture. Anche senza conoscere le stime preliminari del Def e forse intravedendo come la crescita del paese stava subendo un rallentamento, le misure proposte si presentavano molto ambiziose. Talmente ambiziose da poter essere definite, già allora, irrealizzabili nella loro interezza.
Ad un giorno dal varo della manovra, siamo ancora qui a discutere di quei tre pilastri dal sapore elettoralistico che la sorreggono: reddito di cittadinanza, flat tax e quota 100 per le pensioni. Misure tanto dibattute che hanno provocato fibrillazione nei mercati da spingere anche l’imparziale presidente della BCE Mario Draghi a dire: “Le parole negli ultimi mesi sono cambiate molte volte, ora stiamo aspettando i fatti. I fatti sono la legge di bilancio e la successiva discussione in Parlamento. Dobbiamo vedere i fatti e poi risparmiatori e investitori valuteranno. Abbiamo visto che le parole hanno fatto danni, i tassi sono saliti per le famiglie e le imprese”.
Ancora non è depositato nulla di scritto ma il timore, oppure l’auspicio, è che le misure saranno diluite nel tempo e annacquate nella portata.
Per il reddito di cittadinanza, già il solo fatto di subordinarlo al funzionamento dei centri per l’impiego, si parte in salita. Poi si è parlato di slittamenti alla primavera, e ancora di requisiti stringenti per ottenerlo, come la proprietà di un immobile.
Con la flat tax, così come sarà concepita (aliquota unica al 15% per le partite Iva entro i 65mila euro), si preferisce, ancora una volta, appiattire le tasse per le partite Iva rispetto ad una riduzione anche minima del cuneo fiscale ai lavoratori subordinati, che si attesta in Italia ad un livello altissimo, intorno al 47%.
E infine quota 100. Secondo il Governo, l’uscita dal lavoro dei lavoratori più anziani porterà un ricambio generazionale con l’assunzione di molti giovani. Per altri, questa equazione non è così scontata, con il rischio che la cancellazione della legge Fornero avrà conseguenze importanti sui conti pubblici che ricadranno sulle spalle, queste sì, dei giovani.
Un ultimo cenno al Dl Fisco che sarà approvato oggi. Sono in corso in queste ultime ora trattative serrate all’interno della maggioranza per scongiurare la possibilità di qualsiasi forma di condono e circoscrivere la pace fiscale a quei contribuenti inadempienti ma in regola con le dichiarazioni fiscali per non scivolare sul terreno ambiguo del ‘non dichiarato’.