Spazio, al Cira i test per il futuro cargo della Stazione Spaziale Internazionale

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Test in Italia per il futuro cargo destinato a trasportare rifornimenti sulla Stazione Spaziale Internazionale per conto della Nasa per il 2020: il Dream Chaser costruito dall’azienda privata Sierra Nevada ha superato le prove presso il Centro Italiano Ricerche Aerospaziali (Cira). I test, condotti nel Plasma Wind Tunnel ‘Scirocco’, sono stati condotti sui dimostratori tecnologici in scala reale del sistema di protezione termica del veicolo. Sono state simulate in particolare le condizioni di volo nella fase di rientro nell’atmosfera e il comportamento dei modelli, rende noto il Cira, “è stato conforme alle aspettative”. La galleria ‘Scirocco’, prosegue la nota, “ha dimostrato ancora una volta di essere un impianto unico al mondo per la qualifica di Sistemi di Protezione Termica”. È infatti in grado di condurre test su modelli di grandi dimensioni, fino a 60 centimetri, generando un getto di plasma fino al diametro di due metri, 12 Mach di velocità e 10.000 gradi Kelvin di temperatura. Strutture come quelle utilizzate per il test, “permettono al nostro centro e al programma aerospaziale italiano di essere competitivo sulla scena internazionale e di dare il proprio contributo ai più importanti progetti aerospaziali mondiali”, ha detto il presidente del Cira, Paolo Annunziato. Soddisfatto anche il vicepresidente della Sierra Nevada, Steve Lindsey, per il quale “i test effettuati al Cira ci hanno aiutato a confermare che il Dream Chaser sarà in grado di operare un rientro sicuro in atmosfera che è la parte critica della nostra capacità di effettuare atterraggi pista”. Per il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), Roberto Battiston, i test “dimostrano come il Cira rappresenti un asset fondamentale del sistema spaziale italiano in grado di attrarre i più importanti clienti della new space economy. Un segnale che rafforza l’orgoglio per questa unica struttura di ricerca per la quale è stato previsto un investimento che supera i 150 milioni di euro nei prossimi quattro anni”.