Spazio, captare dalla Luna i segnali dell’Universo: allo studio un rivelatore di onde gravitazionali

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(foto da Pixabay)

Costruire un osservatorio per le onde gravitazionali sulla Luna per captare piu’ segnali dall’Universo e risolvere i misteri piu’ affascinanti, dalla natura dell’energia oscura alla nascita delle prime stelle: e’ l’idea di cui hanno discusso i maggiori esperti mondiali del settore in occasione di un workshop organizzato dall’Osservatorio Gravitazionale Europeo (EGO) vicino a Pisa insieme al Gran Sasso Science Institute (GSSI) e all’universita’ statunitense di Vanderbilt. La discussione ha affrontato diversi aspetti cruciali per questa sfida, come le proprietà geofisiche della Luna, le limitazioni e i vantaggi dell’ambiente lunare per questo tipo di osservazioni e le sinergie che in futuro potranno essere sviluppate con altri rivelatori spaziali come la missione spaziale congiunta dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e della NASA, LISA (Laser Interferometer Space Antenna), e i futuri osservatori terrestri Einstein Telescope e Cosmic Explorer. La presentazione di tre proposte tecnologiche ha evidenziato che i rivelatori delle onde gravitazionali lunari possono coprire la banda di osservazione inesplorata dei decihertz: questa gamma di frequenza potrebbe aiutarci a rilevare fusioni di nane bianche, potenzialmente associate a supernovae, o anche a prevedere la fusione di due stelle di neutroni mesi in anticipo per studi astrofisici profondi. In generale, l’accesso a un’ampia banda di frequenze ci darebbe una comprensione piu’ completa delle proprieta’ astrofisiche delle sorgenti, mentre l’orbita geocentrica della Luna intorno alla Terra aumenterebbe significativamente la nostra capacita’ di triangolare la posizione nel cielo delle sorgenti. I rappresentanti di alcune delle principali istituzioni di ricerca europee, i responsabili dell’ESA e della NASA hanno sottolineato che la rilevazione delle onde gravitazionali lunari dovrebbe essere presentata ai programmi di valutazione in corso per le future missioni scientifiche spaziali e che la realizzazione di un tale progetto puo’ diventare realistica in un contesto di cooperazione internazionale.