Riprenderanno a partire da settembre i test su ETNA (Exploration Technology for Navigation & Autonomy), il rover finanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) nell’ambito del programma ULS (Universal Locomotion System) in vista di future missioni robotiche sulla Luna e su Marte. Nei giorni scorsi, il rover ha concluso con successo una campagna sperimentale sul vulcano Etna, dimostrando la capacità di affrontare terreni altamente accidentati e confermando la validità delle soluzioni tecnologiche sviluppate nell’ambito del programma, quali la locomozione, la navigazione autonoma, il controllo intelligente e la gestione dei payload scientifici. Il vulcano Etna è stato scelto come sito di prova per le sue caratteristiche geologiche uniche: le estese superfici laviche, i pendii irregolari, il materiale non compatto e la complessità morfologica del terreno costituiscono uno degli analoghi terrestri più rappresentativi delle condizioni che i rover dovranno affrontare sulla superficie lunare.
Il programma ULS rientra nella roadmap di Robotica ed Intelligenza Artificiale definita dall’ASI per lo sviluppo delle tecnologie abilitanti per la futura esplorazione robotica e umana della Luna. ULS è guidato da Thales Alenia Space Italia, con il contributo di Leonardo, Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), Altec, Aiko, Politecnico di Torino e Volta Structural Energy.
Il programma ULS rientra nella roadmap di Robotica ed Intelligenza Artificiale definita dall’ASI per lo sviluppo delle tecnologie abilitanti per la futura esplorazione robotica e umana della Luna. ULS è guidato da Thales Alenia Space Italia, con il contributo di Leonardo, Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), Altec, Aiko, Politecnico di Torino e Volta Structural Energy.
I test del rover hanno rappresentato una tappa fondamentale del percorso di validazione di una nuova generazione di sistemi di mobilità robotica progettati per operare negli ambienti estremi dello spazio. I rover saranno chiamati a trasportare strumenti scientifici, effettuare attività di ispezione e costruzione, supportare gli astronauti e operare anche in assenza di supervisione diretta, contribuendo alla realizzazione di una presenza umana sulla superficie della Luna.
Secondo quanto appreso da AGEEI/Aerospazionews, a settembre il rover ETNA sarà nuovamente utilizzato per una nuova serie di test presso due strutture a Torino: la Rover Exploration Facility (RoXY) di Thales Alenia Space Italia, che simula il suolo di Marte, e il Mars Terrain Simulator (MTS) di Altec, facility che attualmente riproduce la superficie marziana, ma che dal 2027 potrà essere utilizzata anche per i test lunari. Queste strutture di prova consentiranno di ottenere precisi dati di navigazione del rover, allo scopo di certificarne le capacità di movimento autonome. L’ETNA verrà anche impiegato come piattaforma modulare per lo sviluppo di tutti i payload previsti per le future missioni planetarie.
“Grazie al programma ULS”, ha dichiarato Roberto Formaro, direttore Ingegneria e Tecnologie dell’ASI, “ed ai risultati ottenuti durante la campagna di test sul Monte Etna, ASI conferma il proprio impegno nel sostenere lo sviluppo di tecnologie strategiche per le future missioni spaziali, rafforzando il ruolo dell’industria e della comunità scientifica e contribuendo alla crescita delle competenze nazionali nei settori della robotica avanzata e della mobilità spaziale”.
“Il programma ULS e le operazioni svolte con il rover ETNA”, ha aggiunto Roberto Angelini, responsabile Esplorazione e Scienza di Thales Alenia Space, “rappresentano appieno la virtuosità del sistema spazio dell’esplorazione umana e robotica in Italia. Le competenze di tutti gli attori del programma, sotto la guida e la visione dell’Agenzia Spaziale Italiana, costituiscono esempio di progressione tecnologica, base per estendere le ambizioni, italiane, europee ed Internazionali per la scoperta di Luna, Marte e dello spazio profondo”.
“Il progetto ULS è l’ulteriore dimostrazione di come il nostro territorio sia in grado di coniugare ricerca e innovazione nel settore spaziale ad altissimi livelli”, ha sottolineato Marcello Chiaberge, docente del Dipartimento di Elettronica e Telecomunicazioni (DET), coordinatore del Centro Interdipartimentale PIC4SeR e referente del programma per il Politecnico di Torino. “Attraverso questo progetto, siamo riusciti a realizzare non solo un veicolo innovativo, ma anche a creare un team industriale/scientifico nel settore della robotica spaziale di superficie che potrà portare avanti importanti lavori nell’immediato futuro”.
Secondo quanto appreso da AGEEI/Aerospazionews, a settembre il rover ETNA sarà nuovamente utilizzato per una nuova serie di test presso due strutture a Torino: la Rover Exploration Facility (RoXY) di Thales Alenia Space Italia, che simula il suolo di Marte, e il Mars Terrain Simulator (MTS) di Altec, facility che attualmente riproduce la superficie marziana, ma che dal 2027 potrà essere utilizzata anche per i test lunari. Queste strutture di prova consentiranno di ottenere precisi dati di navigazione del rover, allo scopo di certificarne le capacità di movimento autonome. L’ETNA verrà anche impiegato come piattaforma modulare per lo sviluppo di tutti i payload previsti per le future missioni planetarie.
“Grazie al programma ULS”, ha dichiarato Roberto Formaro, direttore Ingegneria e Tecnologie dell’ASI, “ed ai risultati ottenuti durante la campagna di test sul Monte Etna, ASI conferma il proprio impegno nel sostenere lo sviluppo di tecnologie strategiche per le future missioni spaziali, rafforzando il ruolo dell’industria e della comunità scientifica e contribuendo alla crescita delle competenze nazionali nei settori della robotica avanzata e della mobilità spaziale”.
“Il programma ULS e le operazioni svolte con il rover ETNA”, ha aggiunto Roberto Angelini, responsabile Esplorazione e Scienza di Thales Alenia Space, “rappresentano appieno la virtuosità del sistema spazio dell’esplorazione umana e robotica in Italia. Le competenze di tutti gli attori del programma, sotto la guida e la visione dell’Agenzia Spaziale Italiana, costituiscono esempio di progressione tecnologica, base per estendere le ambizioni, italiane, europee ed Internazionali per la scoperta di Luna, Marte e dello spazio profondo”.
“Il progetto ULS è l’ulteriore dimostrazione di come il nostro territorio sia in grado di coniugare ricerca e innovazione nel settore spaziale ad altissimi livelli”, ha sottolineato Marcello Chiaberge, docente del Dipartimento di Elettronica e Telecomunicazioni (DET), coordinatore del Centro Interdipartimentale PIC4SeR e referente del programma per il Politecnico di Torino. “Attraverso questo progetto, siamo riusciti a realizzare non solo un veicolo innovativo, ma anche a creare un team industriale/scientifico nel settore della robotica spaziale di superficie che potrà portare avanti importanti lavori nell’immediato futuro”.




































