Spazio, roadmap per ridurre e riciclare: l’economia circolare va in orbita

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in foto Jin Xuan (fonte foto University of Surrey)

Un’analisi pubblicata su Chem Circularity propone un modello di economia circolare per le attività spaziali, con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale dei lanci e contenere l’accumulo di detriti orbitali. Lo studio, guidato da Jin Xuan della University of Surrey, avverte che ogni missione dispersa materiali preziosi, genera emissioni climalteranti e contribuisce alla crescita di frammenti in orbita, responsabili del 65 percento dei detriti secondo le stime citate. Il lavoro esamina le pratiche attuali di gestione dei satelliti, spesso collocati in orbite “cimitero” o abbandonati nello spazio al termine della missione. Secondo gli autori, questo approccio non e’ sostenibile in un contesto di forte aumento dei lanci privati e di mega-costellazioni. Lo studio suggerisce di progettare veicoli piu’ riparabili e riutilizzabili, di sviluppare moduli aggiornabili e di utilizzare stazioni orbitali come piattaforme di manutenzione, rifornimento e produzione di componenti.

“Una futura esplorazione spaziale deve evitare gli errori commessi sulla Terra – ha affermato Jin Xuan – e iniziare da tecnologie e materiali orientati alla sostenibilita’, in un sistema integrato”. L’analisi propone inoltre l’adozione di sistemi di recupero dei rottami, come reti o bracci robotici, per ridurre il rischio di collisioni e recuperare materiali utili al riciclo. Un capitolo centrale riguarda le tecnologie digitali. I ricercatori indicano che analisi avanzate dei dati, simulazioni e intelligenza artificiale possono supportare la progettazione, limitare test fisici ad alto consumo di risorse e prevenire impatti con detriti grazie a sistemi predittivi. La transizione, precisano gli autori, richiede pero’ una visione di sistema, che consideri insieme progettazione, materiali, operazioni, governance e cooperazione tra Stati. Lo studio conclude che una vera economia circolare spaziale dovra’ essere sostenuta da regolamenti internazionali, incentivi alla progettazione modulare, standard condivisi e meccanismi che favoriscano il riuso oltre l’orbita terrestre. “Occorrono innovazioni nei materiali, nei veicoli e nei sistemi di monitoraggio – ha aggiunto Xuan – insieme a una governance globale che renda la sostenibilita’ il modello standard per lo spazio”.