Spazio, scoperti due pianeti rocciosi a 100 anni luce dalla Terra

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(foto da Pixabay)

A circa cento anni luce dalla Terra, in orbita attorno alla stella fredda chiamata LP 890-9, altrimenti nota come SPECULOOS-2, sono stati identificati due pianeti rocciosi, uno dei quali sembra muoversi con un periodo potenzialmente adatto alla vita. A descriverli sulla rivista Astronomy & Astrophysics gli scienziati dell’Universita’ di Birmingham e dell’Universita’ di Liegi. Il corpo piu’ interno, chiamato LP 890-9b, è circa il 30 per cento piu’ grande della Terra e completa un’orbita attorno alla stella in soli 2,7 giorni. Questo pianeta era stato gia’ ritenuto degno di interesse dalla missione Transiting Exoplanet Survey Satellite (TESS) della NASA, rivolta agli esopianeti in orbita attorno alle stelle vicine. Il team, guidato da Laetitia Delrez, ha utilizzato i telescopi SPECULOOS (Search for habitable Planets EClipsing ULtra-cOOl Stars) per scandagliare il Cosmo alla ricerca di esopianeti.

“TESS ricerca gli esopianeti – spiega Delrez – monitorando la luminosità di migliaia di stelle, esaminando attenuazioni che potrebbero essere provocate dal transito dei pianeti davanti alle stelle. Spesso, pero’, e’ necessario un approfondimento con telescopi terrestri per confermare la natura planetaria dei candidati e perfezionare le misurazioni delle loro dimensioni e proprietà orbitali”. “Le osservazioni di LP 890-9 raccolte da SPECULOOS – commenta Michael Gillon, dell’Universita’ di Liegi, e il principale investigatore del progetto – hanno confermato l’esistenza del pianeta individuato da TESS e allo stesso tempo hanno rilevato un secondo pianeta precedentemente sconosciuto, LP 890-9c, che e’ simile al primo come dimensioni, grande il 40 per cento in piu’ rispetto alla Terra, ma ha un periodo orbitale di circa 8,5 giorni”. Questo periodo orbitale, commentano gli astronomi, pone il pianeta nella fascia di abitabilita’. “Nei prossimi step – concludono gli autori – cercheremo di studiare l’atmosfera di questo corpo celeste, che sembra essere il secondo obiettivo piu’ favorevole tra i pianeti rocciosi potenzialmente abitabili finora conosciuti. L’analisi degli esopianeti potrebbe aiutarci a comprendere la diversita’ di condizioni nell’Universo e misurare la frequenza con cui la vita emerge nel Cosmo”.