Spazio, svelati i segreti della nascita di nuovi esopianeti intorno a stelle giovani

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Immagini catturate utilizzando il Very Large Telescope dell’ESO in Cile

Roma, 5 mar. (askanews) – Utilizzando il VLT (Very Large Telescope) dell’ESO (Osservatorio Europeo Australe) in Cile, un team di scienziati provenienti da più di 10 paesi – guidato da Christian Ginski, dell’Università di Galway, in Irlanda – ha catturato straordinarie immagini che svelano i segreti sul complesso processo della formazione di nuovi esopianeti intorno a stelle giovani nella nostra galassia. Del team fa parte anche Antonio Garufi, astronomo dell’Osservatorio Astrofisico di Arcetri del’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), autore di uno dei 3 articoli, pubblicati su Astronomy & Astrophysics.L’equipe ha studiato un totale di 86 stelle in tre diverse regioni di formazione stellare della Via Lattea: Taurus e Chamaeleon I, entrambi a circa 600 anni luce dalla Terra, e Orione, una nube ricca di gas a circa 1600 anni luce da noi nota come il luogo di nascita di numerose stelle più massicce del Sole.Le nuove immagini mostrano la straordinaria diversità dei dischi che formano i vari pianeti. “Alcuni mostrano enormi bracci a spirale, presumibilmente guidati dall’intricato balletto di pianeti in orbita – ha spiegato Ginski – altri mostrano anelli e grandi cavità scavate dai pianeti in formazione, mentre altri ancora sembrano lisci e quasi dormienti”.Fino ad oggi sono stati scoperti più di 5000 pianeti in orbita intorno a stelle diverse dal Sole, spesso all’interno di sistemi nettamente diversi dal Sistema Solare. Per capire dove e come nasce questa diversità, gli astronomi devono osservare i cosiddetti “dischi di accrescimento”, zone ricche di polvere e gas che avvolgono le giovani stelle, le culle stesse della formazione dei pianeti. Questi si trovano piu’ facilmente nelle enormi nubi di gas in cui si stanno proprio formando le stelle.Con l’avanzare della tecnologia, l’equipe spera di scavare ancora più a fondo nel cuore dei sistemi di formazione planetaria e studiare le regioni più interne dei dischi intorno alle giovani stelle, dove potrebbero formarsi pianeti rocciosi simili al nostro.