Specializzandi in ospedale, norma incostituzionale: Napoli, cento docenti scrivono a Mattarella

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in foto Sergio Mattarella
Utilizzo dei medici specializzandi per tamponare le carenze di medici in Asl e ospedali: parte da Napoli la rivolta contro le previsioni del decreto Calabria passato alla Camera e atteso alla ratifica del Senato. Oltre 100 tra docenti ordinari e associati dell’Università Federico II,direttori di Scuole di specializzazione, presidenti di Scuole di Medicina, di Corsi di Laurea e direttori di Dipartimento universitarihanno firmato un documento in cui puntano il dito, col conforto di pareri legali, sui chiari profili di incostituzionalità del decreto riguardo, appunto, all’utilizzo di medici non ancora specializzati nei ruoli del Servizio sanitario nazionale. Coinvolti nella mobilitazione anche la conferenza dei Rettori e le associazioni nazionali dei docenti. Stamani sono partite le lettere in posta elettronica certificata indirizzate al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al presidente del Consiglio, al presidente del Senato, al presidente della Camera dei deputati, ai capigruppo di Camera e Senato e al presidente dei Rettori universitari italiani (Crui). “I profili di incostituzionalità del decreto legge n. 35 del 30 aprile scorso, modificato in sede di conversione dalla Camera dei Deputati il 30 maggio scorso – avverte Maria Triassi tra i primi firmatari del documento – sono chiari. In gioco ci sono la qualità dell’assistenza, i prifili di responsabilità professionale e il rischio di uno scenario di profonda dequalificazione della formazione specialistica medica e di conseguenza delle strutture pubbliche sanitarie, che assumerebbero sempre di più i connotati dei Suburban hospitals statunitensi, luoghi di cura ove avviene l’apprendistato più che la formazione dei giovani laureati. La formazione è un’altra cosa: richiede la allocazione in strutture altamente qualificate, con tutor particolarmente attrezzati sotto il profilo specialistico e stringenti verifiche di apprendimento. Non siamo contrari ad una riforma migliorativa delle Scuole di specializzazione – precisa ancora Triassi – e della Formazione nedica Post-laurea, ma tutto questo non può avvenire attraverso un provvedimento spot e segmentale inserito in un decreto di urgenza, ma necessita di un provvedimento legislativo dedicato e concordato fra il ministero della Salute e il ministero dell’Università, nell’interesse dei futuri specialisti e dei pazienti. Non si tratta di una difesa corporativa ma di salvaguardare garanzie di qualità della formazione e dell’assistenza. Un argomento così sensibile non può essere liquidato con un articolo in un decreto d’urgenza per risolvere i problemi della Regione Calabria”. “Il vero problema non è la carenza di Medici ma quella di specialisti in specifiche branche come la Chirurgia – aggiunge Ludovico Docimo ordinario di Chirurgia generale dell’Università Vanvitelli presidente eletto del collegio dei professori ordinari della disciplina. Oggi in Italia mancano oltre 1300 specialisti in Chirurgia generale e dell’Università Vanvitelli ma lo scorso anno hanno scelto questo percorso appena in 40 su oltre 6900 nuovi iscritti per cui questa scelta è avvenuta senza una vera vocazione ma per ripiego mendando questi ragazzi in ospedale prima che abbiano completato il loro percorso formativo il problema si aggraverà a tutto danno dei pazienti”.