Una Certosa di San Lorenzo gremita, illuminata dalla magia della notte e da un pubblico che ha risposto con un entusiasmo straordinario. Lo spettacolo ”…E fuori nevica!” di Vincenzo Salemme ha registrato il tutto esaurito nell’ambito del Certosa Village 2026, tanto da rendere necessario l’allestimento di circa 400 posti aggiuntivi per consentire a quante più persone possibile di assistere a una delle commedie più amate del teatro italiano.
Nella suggestiva cornice del monumento certosino patrimonio UNESCO, il pubblico ha vissuto oltre due ore di teatro autentico, alternando risate incontenibili a momenti di profonda riflessione. Una commedia che, a distanza di anni dalla sua prima rappresentazione, conserva intatta la propria forza narrativa e la sorprendente capacità di affrontare, con il linguaggio della comicità, temi di straordinaria attualità.
Tra gli aspetti più apprezzati della serata, la nuova distribuzione dei ruoli. Vincenzo Salemme ha scelto infatti di interpretare Cico, lasciando lo storico personaggio di Enzo che lo aveva reso celebre nelle precedenti edizioni della commedia. Una scelta artistica che conferisce nuova linfa a un testo ormai entrato nella storia del teatro contemporaneo italiano.
Accanto a Salemme, grande emozione per il ritorno nel proprio territorio di Andrea Di Maria, attore originario di Sala Consilina, ormai presenza consolidata nelle produzioni teatrali e cinematografiche del regista napoletano, dopo una carriera che lo ha visto protagonista anche in cinema e televisione. Per il Vallo di Diano è stato il ritorno di uno dei suoi artisti più apprezzati, accolto dall’affetto di un pubblico che lo considera ormai un’autentica eccellenza del territorio.
A completare il cast anche Stefano Sarcinelli e Antonio Guerriero, protagonisti di un’interpretazione corale capace di mantenere sempre altissimo il ritmo della rappresentazione, alternando comicità, tensione emotiva e momenti di intensa umanità.
Ma “…E fuori nevica!” non è soltanto una brillante commedia. Al centro della narrazione emerge una questione sociale di enorme rilevanza: il futuro delle persone con disabilità dopo la scomparsa del genitore caregiver. Un interrogativo che riguarda migliaia di famiglie e che lo spettacolo affronta con delicatezza, ponendo l’attenzione sulla necessità di costruire percorsi concreti di inclusione, sostegno e autonomia. Non sempre i fratelli hanno la possibilità materiale di farsi carico della persona fragile; non sempre esistono strumenti adeguati o una rete di supporto realmente efficace. Attraverso il linguaggio del teatro, Salemme invita il pubblico a riflettere su un tema che continua a interrogare la coscienza collettiva.
Proprio questa capacità di passare con naturalezza dal sorriso alla commozione rappresenta uno dei maggiori punti di forza dello spettacolo. Le risate del pubblico hanno accompagnato l’intera serata, ma senza mai oscurare il messaggio profondo dell’opera, dimostrando come il teatro possa ancora essere uno straordinario strumento di sensibilizzazione.
Non sono mancati, inoltre, i riferimenti al Vallo di Diano, accolti dagli applausi e dalla partecipazione calorosa degli spettatori, in un dialogo continuo tra palco e territorio che ha reso l’appuntamento ancora più coinvolgente.
Particolarmente significativa anche la dichiarazione di Andrea Di Maria, che ha raccontato l’emozione di esibirsi proprio nella Certosa di Padula:
«È una grande emozione per me esibirmi a Padula con Vincenzo, perché è un grande maestro del nostro teatro e fa un certo effetto. Stare nella Certosa, dove io ho avuto la possibilità di vedere dei grandi spettacoli da piccolino, quando non avevo la possibilità di andare fuori, significa tornare nel luogo che è stato il mio primo contatto con il mondo dello spettacolo.»
Il successo della serata conferma ancora una volta il ruolo centrale del Certosa Village, progetto ideato da Tony Anania, Luca Paladino e Gianluca Vegliante, con la direzione artistica di Stefania Capobianco, nato con l’obiettivo di restituire la Certosa di San Lorenzo alla comunità attraverso grandi eventi, cultura e spettacolo. Una manifestazione che, già dalla prima edizione, ha trasformato uno dei luoghi simbolo del Vallo di Diano in un’autentica arena culturale capace di attrarre migliaia di visitatori e valorizzare il patrimonio storico in una veste nuova, immersiva e fortemente identitaria.
Per una notte, tra le antiche mura della Certosa di San Lorenzo, il teatro ha saputo unire divertimento, emozione e riflessione, ricordando ancora una volta come i grandi classici riescano sempre a parlare al presente.
Anna Maria Iodice






































