Spettacolo e forma possono agevolare la sostanza solo dopo che si è avuta cura di essa

Come era previsto, a ragione, la ricorrenza del 25° anniversario dell’attentato compiuto dagli iraniani negli USA ha avuto la giusta visibilità. Esso, come è noto, culminò con la distruzione delle Torri Gemelle di New York e la conseguente strage di oltre tremila persone. Ieri ha attirato ancora l’attenzione mondiale su quella ferita ancora aperta dell’Occidente. Buon senso ha dettato agli organizzatori di contenere il più possibile le modalità di approccio all’ evento, stante il clima rovente generale, in primis di quella genia autrice del fatto. Allo stato attuale essa è impegnata in un conflitto con gli USA che sta coinvolgendo anche il resto dei paesi occidentali.
Da aggiungere che, causati anche se non direttamente dalle guerre, l intero Occidente, in testa gli USA, sono alle prese ormai da anni con una congiuntura economica negativa di grandezza smisurata. È stata solo una coincidenza, con un limitato rapporto di causa/effetto, che la stessa abbia iniziato a tracimare da un alveo di relativa normalità, spargendosi, senza regole, in lungo e in largo per il mondo. Volendo far cenno a quale sia stata la scintilla che ha acceso quel fuoco, seppure a colpi d’ascia, insieme al combustibile che lo alimenta tutt’oggi, bisogna concentrare l’attenzione su alcuni principi che regolano l’economia di mercato. Il primato di essi va alla disponibilità di determinati beni e servizi. Ciò può accadere per diversi motivi. Essi sono di ordine naturale o dovuti a situazioni contingenti. Per quanto possa sembrare esagerato, sono proprio i naturali, crescendo senza clamore, che hanno dato il via all’ escalation che, in breve tempo, è diventata enorme e lo è ancora oggi. Le catastrofi naturali di ogni genere, diventate sempre più potenti anche per l’incuria dell’uomo, sono state, a un certo punto del loro intensificarsi, affiancate da quelle originate dalla mente umana. In tal modo la situazione è scappata di mano agli addetti ai lavori. Allo stato attuale manca poco a che si arrivi a non avere chiara la situazione delle alleanze, palesi o ufficiose che siano. Azzardare qualsiasi ipotesi di evoluzione di quanto fin qui riportato, sarebbe solo un’ illusione, pia o laica, che farebbe ridere se non facesse piangere. È triste confermarlo ancora una volta, ma è cosi: a est niente di nuovo e a ovest la differenza è minima. Così procede la gloria del mondo, meglio retrocede.

Articolo precedenteUe, Tajani “Deve avere più coraggio e rafforzare la propria identità”
Prossimo articoloIl Sottosegretario Sbarra a Capo d’Orlando: Crescita, occupazione e investimenti raccontano un Sud diverso e i numeri lo dimostrano