Spiagge: Sib a Conte, nazionali le due leggi della Regione Liguria per tutela categoria

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Roma, 2 lug. (Labitalia) – Oggi il Sib, Sindacato italiano balneari, ha inviato al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, la formale richiesta al Governo di rinunciare all’impugnativa davanti alla Corte Costituzionale e trasformare in nazionali le due leggi che la Regione Liguria ha emanato il 10 novembre 2017 a tutela dei balneari liguri: la numero 25, ‘Qualificazione e tutela dell’impresa balneare’, e la numero 26, ‘Disciplina delle concessioni demaniali marittime per finalità turistico ricreative’.

In questo modo, si legge in una nota “si è dato seguito ai recenti incontri (19 giugno), con Marco Scajola, assessore della Regione Liguria e coordinatore del settore demanio della Conferenza delle Regioni, e (27 giugno), con Giovanni Lolli, assessore della Regione Abruzzo e coordinatore del settore turismo della Conferenza delle Regioni, nei quali i rappresentanti delle Istituzioni hanno confermato la propria vicinanza alle ragioni della categoria degli imprenditori balneari”.

“Il precedente Governo -continua- ha impugnato le due leggi regionali emanate dalla Liguria e approvate a larghissima maggioranza con il consenso di tutte le associazioni di categoria. Con questa impugnativa il Governo ha inteso censurare, ancora una volta, oltre la violazione della cosiddetta direttiva Bolkestein, l’incompetenza della Regione per il rischio di disparità di trattamento fra imprese ubicate in Regioni diverse. La Corte Costituzionale ha fissato l’udienza sulla verifica della costituzionalità delle due leggi regionali della Liguria per il 6 novembre (la numero 25) e il 20 novembre (la numero 26). La Consulta in questi anni ha sempre accolto le impugnative del Governo dichiarando l’incompetenza delle Regioni a normare questi aspetti della materia che, quindi, sono stati ritenuti di esclusiva competenza statale”.

“Tutti i governi -dichiara Antonio Capacchione, presidente del Sib- che si sono succeduti hanno manifestato, anche e soprattutto attraverso l’impugnativa delle leggi regionali, una visione assai parziale dei principi comunitari, invocando esclusivamente l’applicazione della Direttiva Bolkestein e dell’obbligo di trasparenza e non discriminazione nell’assegnazione di beni pubblici (quindi le gare), trascurando del tutto due altri principi fondamentali propri del diritto europeo. In primo luogo, la tutela della certezza del diritto e della buona fede di chi ha confidato in un assetto normativo e amministrativo previgente, il legittimo affidamento, così come i governi nelle impugnative hanno sempre trascurato anche il diritto alla proprietà della propria azienda, costituzionalmente e comunitariamente tutelato”.

“Il sindacato -sottolinea- aderente a Confcommercio ritiene che la rinuncia al ricorso, che potrebbe essere già deliberata in uno dei prossimi Consigli dei ministri, costituirebbe un importante atto politico del Governo a concreta conferma di una inversione di tendenza sulla questione balneare, sia nei confronti dell’Unione europea che degli apparati, giudiziari e amministrativi, dello Stato”. La lettera, per conoscenza, è stata inviata anche a Erika Stefani, ministro per gli Affari Regionali e Autonomie, e Paolo Savona, ministro degli Affari europei, nonché ai due coordinatori regionali Marco Scajola e Giovanni Lolli.