Sport come asset economico
Consulenti al fianco delle Pmi

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E’ uno dei pochi segmenti che non conosce crisi. Lo sport, che incide per il 2 per cento sul Pil complessivo dell’Unione Europea, rappresenta un potenziale E’ uno dei pochi segmenti che non conosce crisi. Lo sport, che incide per il 2 per cento sul Pil complessivo dell’Unione Europea, rappresenta un potenziale volano per lo sviluppo ma per guidare le imprese verso questa evoluzione è necessaria la consulenza dei commercialisti. A spiegare in che modo i contabili possano lavorare al fianco delle Pmi è Carlo Palmieri, presidente della Commissione Gestione Imprese dello Sport, spettacolo e moda dell’Ordine partenopeo dei commericialisti, che sul tema ha organizzato un seminario di approfondimento. Il primo di un ciclo, fanno sapere i contabili. “Un impianto gestito da un soggetto pubblico comporta dei costi significativi per la Pa, sia in termini di gestione, sia per le ricadute indirette – spiega – e, allo stesso tempo, a quel costo non corrisponde un servizio di qualità né una manutenzione adeguata. Partendo dalla premessa che lo sport non è solo agonismo ma anche ricerca del benessere fisico, circostanza che riduce i costi sociali, ci sono due ordini di vantaggi se quello stesso impianto viene affidato con trasparenza a un privato in grado di metterlo a regime”. Una riduzione diretta dell’incidenza economica, in primis. Ma anche una importante occasione di sviluppo. E persino l’indotto occupazionale sarebbe significativo. Lo sport è stato a lungo considerato come un costo sociale ma negli ultimi anni, in altri paesi europei e negli Stati Uniti, si è andato via via delineando come portatore di un importante valore economico. “Sarebbe ora che ciò accadesse anche in Italia – auspica Palmieri -. Come professionisti siamo realmente convinti che le aziende possano cogliere quest’opportunità e per avviare il passaggio è centrale il ruolo dei commercialisti. Per i progetti di fattibilità della gestione di un impianto sportivo o di un’associazione che gestisce strutture e persone, in primo luogo. Ma anche nell’accesso a quelle misure disponibili a livello regionale, nazionale e europeo”. Oltre che, naturalmente, nella preparazione di business plan e programmazione finanziaria, competenze classiche dei contabili. A breve dovrebbero essere pubblicati i bandi che scaturiscono dalla legge che la Regione Campania ha approvato dopo 20 anni di attesa. Ma le opportunità di finanziamento esistono anche a livello nazionale, come nel caso del Credito sportivo, ed europeo, con i fondi Ue legati alla ristrutturazione degli impianti sportivi. “Lo sviluppo può derivare dall’industria in generale – conclude Palmieri -: è l’intero segmento che va guardato con interesse e curiosità. Come? Cercando anche alternative di prodotto. Le pmi specializzate nell’abbigliamento classico potrebbero trasferire il proprio know how verso il prodotto sportivo”.