Spreco dei Fondi d’Ateneo, la denuncia di Link. Confederazione risponde

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A pochi giorni delle elezioni universitarie una missiva del responsabile di Link Napoli, Mattia Papa, indirizzata al Corriere del Mezzogiorno, denuncia un’opaca gestione dei fondi destinati ai progetti delle associazioni studentesche. Dopo una richiesta del bilancio delle attività andata senza risposta, ora l’associazione chiede un formale accesso agli atti. Per ora hanno ottenuto un confronto col prorettore Arturo De Vivo, che ha garantito approfondimenti sulla questione, ed hanno chiesto un ulteriore incontro, ma stavolta col Rettore Gaetano Manfredi.

“Spreco di fondi pubblici” gridano dalla Link, tutti provenienti dalle tasse degli studenti federiciani.Un fondo, che complessivamente ammonta a circa 390.000 Euro, messo a disposizione dall’Ateneo per promuovere le diverse attività delle associazioni studentesche, quali conferenze, giornalini, corsi di formazione ed altre attività extracurriculari. Oltre 100.000 euro di tipografia, più di 10.000 euro di colazioni e altrettanti per “altre spese”.

Tra le varie proposte, una sessantina di queste sono state approvate dal Consiglio d’Amministrazione (in cui è presente anche una quota studentesca), e la maggior parte risultano in capo a Confederazione degli Studenti, che resta il contenitore d’associazioni attualmente con più rappresentanti alla Federico II.

Un progetto su tutti è sotto l’attacco di Link, l’University Music Festival, costato alle tasche dei contribuenti circa 90.000 euro, in deroga, a quanto riporta la denuncia, al limite fissato di 15.000 euro per la finanziabilità dei progetti. “L’ingresso era gratuito per gli iscritti alla Federico II”, si legge in una nota di Link “ma chi ha incassato i ricavi degli ingressi di studenti di altri atenei? E chi ha incassato i ricavi del bar e di altri servizi offerti? Non è chiaro”.

Non si fa attendere la risposta di Confederazione, che tramite il suo Presidente Nazionale, il campano Mimmo Petrazzuoli, parla di una demagogica operazione “acchiappa-voti” più che di #operazionetrasparenza, così come era stata definita. “Un chiaro attacco strumentale” scrive Petrazzuoli in una nota di Facebook “tutto il materiale di cui si discute è disponibile online da anni sul sito dell’Ateneo, nella sezione Trasparenza. E’ giusto che gli studenti e l’opinione pubblica sappiano che il bando per le attività culturali e sociali degli studenti è uno strumento fondamentale per le associazioni, come quelle appartenenti a Confederazione, per svolgere le proprie iniziative, in quanto esistono esclusivamente all’interno dell’Ateneo e non godono di alcun status giuridico, codice fiscale o partita IVA, né sono le protette di sindacati e partiti politici dai quali ricevere sovvenzionamenti. Riteniamo che la nostra faccia sia pulita e le nostre spalle dritte”.

Un vaso di pandora, quello dei progetti delle associazioni studentesche, che sembra aprirsi come un avvertimento, ma mai completamente, con puntualità, sempre a pochi giorni da ogni tornata elettorale.