Spunta ipotesi voto a luglio

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Roma, 7 mag. (Adnkronos) – Se anche durante le consultazioni di oggi non emergeranno soluzioni per maggioranze parlamentari in grado di sostenere un governo, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, darà vita a un esecutivo di tregua, che porterà il Paese alle elezioni se non ottenesse la fiducia in Parlamento. Non potranno essere quindi né l’attuale governo guidato da Paolo Gentiloni, né un eventuale gabinetto guidato da un esponente di centrodestra ma bocciato dalle Camere a gestire la fase pre-elettorale.

Nel primo caso si tratterebbe infatti di un esecutivo figlio della precedente legislatura ed espressione di una maggioranza parlamentare non più esistente, tra l’altro guidato da una personalità che con tutta probabilità potrebbe essere il candidato premier del Pd e del centrosinistra. Un vantaggio che Mattarella, fedele al ruolo di arbitro imparziale assunto sin dal primo giorno del mandato, non vuole concedere a nessuna forza politica e schieramento, quindi neanche a un ipotetico esecutivo espresso dal centrodestra.

Se nei prossimi dieci giorni un eventuale governo proposto dal capo dello Stato dovesse essere bocciato in Parlamento, a quel punto potrebbe arrivare subito lo scioglimento delle Camere, con elezioni anche la prima quindicina di luglio. A meno che non ci sia un accordo tra i partiti per uno scioglimento posticipato di qualche settimana, per votare a fine settembre.

E chiaro che l’auspicio di Mattarella è che un eventuale esecutivo di tregua riesca comunque ad andare avanti per qualche mese, per approvare la legge di Bilancio e neutralizzare le clausole di salvaguardia che prevedono per i prossimi anni un graduale aumento dell’Iva fino al 25 per cento. Obiettivo che secondo il leader del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, si potrebbe raggiungere anche con un decreto legge, possibilità che tuttavia richiede vari approfondimenti.

In ogni caso, qualunque sia l’orizzonte temporale, il presidente della Repubblica, certificata l’impossibilità di un accordo tra i partiti per dar vita a una maggioranza parlamentare in grado di sostenere un governo, non esiterà, come si suol dire, a metterci la faccia: manderà in Parlamento comunque un esecutivo che gestisca almeno le elezioni, perché altri gabinetti non possono farlo.