Srebrenica, Olanda parzialmente responsabile per i 350 morti

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Amsterdam, 19 lug. (AdnKronos/Dpa) – L’Olanda è parzialmente responsabile per la morte di circa 350 uomini a . Il massacro avvenne nei giorni a partire dall’11 luglio 1995, quando le forze che rispondevano agli ordini del generale serbobosniaco Ratko Mladic uccisero 8 mila uomini e ragazzi bosniaci musulmani, nel più efferato massacro compiuto in Europa dalla seconda guerra mondiale. A stabilirlo è stata la Corte Suprema dell’Aja, confermando la sentenza pronunciata nel 2017 da una corte di grado inferiore, secondo cui in una determinata misura i caschi blu olandesi sono chiamati a rispondere di quelle morti, perché costrinsero i rifugiati che avevano trovato riparo nel loro compound a lasciare la base.

Misura però ridotta con la nuova sentenza al 10%, contro il precedente 30% perché corrispondente secondo i giudici alle effettive possibilità per i peacekeeper di evitare l’uccisione dei 350 bosgnacchi. I caschi blu olandesi erano di stanza nell’enclave orientale della Bosnia proclamata “zona protetta dell’Onu”.

Per la Corte Suprema, i peacekeeper sapevano che i bosgnacchi erano a rischio nel momento in cui decisero di mandarli via, ma le possibilità per le 350 persone – per cui le Madri di Srebrenica hanno ingaggiato la lunga battaglia legale – di sopravvivere restando all’interno nella base sarebbero state molto poche perché i caschi blu erano superati di gran lunga in numero dai serbobosniaci. Era improbabile che i peacekeeper olandesi potessero prevenire quanto accadde e pertanto lo Stato è da ritenere solo parzialmente responsabile.