Srm: Napoli, in 5 anni visitatori dei musei cresciuti del 35%

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Presentata stamane a Palazzo Zevallos Stigliano, la ricerca realizzata da Srm (Centro studi collegato al Gruppo Intesa San Paolo) sul valore dell’industria culturale e creativa in Campania, e il ruolo di Gallerie d’Italia a Napoli. “La cultura vale tantissimo. Negli ultimi 5 anni, il numero di persone che a Napoli hanno visto opere d’arte e musei sono cresciuti del 35%”, dice il direttore generale di Srm, Massimo De Andreis. “Le nuove generazioni – aggiunge – rappresentano un punto importante per lo sviluppo culturale del Paese, e dobbiamo saper trasferire loro l’idea che la cultura è fondamentale e può essere anche fonte di business”. Dai dati della ricerca, relativa agli ultimi 5 anni, emerge che la Campania è un hub culturale nel Mezzogiorno (223 strutture culturali presenti, pari al 17% del Mezzogiorno), e NapoliI è il perno di questo mercato, in quanto rappresenta il 38% dell’offerta regionale, attraendo il 75% dei visitatori: quasi 3,9 milioni, con una permanenza media di 3,4 giorni, in linea con resto d’Italia. A questi dati si associa la crescita dei turisti stranieri: nel 2017 sono stati il 55,1% del totale, contro il 45,6% del 2009. Se si considera il dato nazionale la filiera culturale produce 255,5 miliardi di euro di valore aggiunto, tra ricchezza diretta ed indotta: il 16.6% del valore aggiunto nazionale. “Il settore culturale è importantissimo, e sta in qualche modo trainando lo sviluppo”, commenta Paolo Scudieri, presidente di Srm. “Nonostante questi dati – aggiunge – spesso il valore aggiunto che si genera attraverso il settore culturale non è molto conosciuto, o subisce tagli dal legislatore. Va detto più in generale che purtroppo non si è mai investito in modo serio in questo settore così rilevante”. Maurizio Barracco, presidente Banco di Napoli, spiega l’importanza dell’industria culturale e creativa in Campania: “basti pensare – dice -che gli addetti culturali in questa regione sono 80mila, in gran parte giovani. Gli addetti del manifatturiero sono 66mila, e quelli dell’agricoltura 40mila. La cultura – afferma – è una risorsa fondamentale, ma è una risorsa che non abbiamo mai sfruttato appieno”.

Tra le criticità evidenziate dai relatori la scarsa propensione a fare rete tra i diversi istituti culturali, sia pubblici che privati, e la poca propensione a stare in rete, aggiornando in maniera più efficiente e sistematica la propria offerta culturale, intensificando l’accessibilità, la fruibilità, quindi la valorizzazione del patrimonio esistente. Tra i relatori del convegno Michele Coppola, direttore Gallerie d’Italia, che ha parlato del valore aggiunto generato dall’offerta culturale dai poli museali e culturali di Intesa Paolo. A Napoli il valore totale dell’impatto generato dal museo in via Toledo è salito a 20 milioni di euro di spesa, con un numero di visitatori aumentato del 32,6% nel 2016 e del 20,5% nel 2017.