Startup biomediche, una campana tra le finaliste di BioUpper

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Tra le dieci idee di business che potranno accedere alla seconda fase di BioUpper, l’iniziativa promossa da Novartis e Fondazione Cariplo a sostegno dei giovani talenti che vogliono creare una start up nel settore delle scienze della vita, uno proviene dalla Campania: è OneForTwo. Si tratta di kit diagnostico per i laboratori che permette di identificare in un unico step analitico le varianti genetiche e cromosomiche correlate all’infertilità di coppia.
One4Two nasce in seno al Ceinge dalla “Futura Diagnostics” diretta da Rossella Tomaiuolo, professore associato di Scienze tecniche di medicina di laboratorio presso il Dipartimento di Medicina molecolare e Biotecnologie mediche dell’Università Federico II e principal investigator del Ceinge, a capo di un gruppo di ricercatrici tutte al femminile, (premiate per questo anche con il Premio speciale Pari opportunità e imprenditorialità femminile del Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri) composto da Federica Cariati, Valeria D’Argenio, Barbara Lombardo, Maria Valeria Esposito e dall’economista Alessia Berni
Si tratta di un kit diagnostico – spiega Tomaiuolo – che permette di eseguire in un’unica seduta analitica lo screening di malattie genetiche e alterazioni cromosomiche correlate all’infertilità di coppia sfruttando una metodica genomica d’avanguardia”. La grande novità di questo kit, come evidenzia la Tomaiuolo, “è la possibilità di riunire in un solo esame oltre venti diverse indagini che prima uomini e donne dovevano fare separatamente”. 

iafsdfA novembre erano state ricevute 118 candidature ed erano poi state identificate 19 proposte per la training week che si è svolta presso PoliHub in collaborazione con Humanitas. Dopo aver partecipato, nel mese di dicembre, a un percorso di formazione e di confronto con professionisti del settore, tutor e business angels, i 19 team provenienti da tutta Italia hanno presentato le proprie proposte progettuali alla giuria nel corso di una sessione di elevator pitch.
Le dieci idee selezionate in questa fase di BioUpper – Beating heart on a chip, BrainControl, EVARplanning, FluoMagneto, Math2Ward, One4Two, Panoxyvir, SIENA Imaging, WRAP e uSTEM – si suddividono equamente in due dei tre ambiti di applicazione previsti dal bando: biotecnologie orientate alle scienze mediche (5 progetti) e strumenti digitali al servizio della salute e dispositivi medicali (5 progetti).
Forte la presenza femminile in tutti i team, tra i quali uno è composto interamente da giovani scienziate. La suddivisione regionale vede anche in questa fase la Lombardia tra le regioni più attive, con ben 3 progetti selezionati. Segue la Toscana con due progetti, e poi Campania, Emilia Romagna, Liguria, Piemonte e Veneto con un progetto ciascuna.
Ad accomunare le proposte, non solo le 10 selezionate dalla giuria ma tutte le 19 presentate nel corso della giornata, “è l’alto profilo dei candidati e delle idee” – spiega Guido Guidi, Head of Region Europe di Novartis Pharma. “Questo a conferma dell’eccellenza della ricerca scientifica in Italia, che però purtroppo, è ancora troppo poco sostenuta e incoraggiata. Ci auguriamo che BioUpper possa aiutare a tradurre quest’eccellenza in iniziative imprenditoriali concrete, spingendo i nostri giovani ricercatori a rischiare per affermare le proprie idee”.
Ciascun team sarà chiamato a presentare i risultati raggiunti. I tre migliori riceveranno un contributo di 50mila euro ciascuno, che permetterà loro di usufruire in modo personalizzato e flessibile di ulteriori consulenze specializzate e di servizi e attività per lo sviluppo del proprio progetto d’impresa, così da facilitare e rendere efficace il percorso di accesso al mercato.