Startup: Foorban, nuovo round investimento per primo ‘ristorante digitale’

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Roma, 20 mar. (Labitalia) – Foorban, il primo modello di ‘ristorante digitale’ in Italia, annuncia un nuovo round di finanziamento di 1,5 milioni di euro e si prepara al processo di scale-up, raddoppiando il team e ampliando il servizio in ottica omnichannel, aggiungendo al portfolio di servizi anche un’offerta retail rivolta alle aziende. Si tratta di un’operazione di follow-on per la startup, che vede coinvolto lo stesso gruppo di investitori privati che meno di un anno fa aveva già creduto nel progetto.

Per la start-up milanese, infatti, questo è il terzo round di investimento dopo il ‘seed’ iniziale di 500.000 euro ottenuto nel 2016 e il ‘bridge’ da 650.000 euro annunciato ad aprile 2017, per un finanziamento complessivo che supera adesso i 2,5 milioni di euro, a fronte di una crescita dei ricavi dell’azienda dell’800% anno su anno e a un team che è praticamente raddoppiato negli ultimi 12 mesi.

Risorse che – annunciano i fondatori Stefano Cavaleri, Marco Mottolese e Riccardo Pozzoli – saranno dirette all’ulteriore ampliamento del team, al consolidamento del servizio su Milano, con l’estensione delle consegne anche alla cena, e soprattutto, alla crescita di una nuova linea di business B2B, con un format retail ad alto contenuto digitale espressamente dedicato alle aziende.

“Questo nuovo round di investimento – spiegano Stefano Cavaleri, Marco Mottolese e Riccardo Pozzoli – ci permette di far crescere Foorban nella direzione che abbiamo sempre avuto in mente, quella dell’omnicanalità. Vogliamo dare al cittadino moderno un servizio di healthy-food smart, di qualità e responsabile, che lo segua ovunque, online e offline, a casa e in ufficio”.

“Il prodotto – spiegano – resta al centro; se con il delivery abbiamo voluto alzare l’asticella della qualità disponibile sul mercato delle consegne a domicilio, elaborando piatti bilanciati cucinati per essere consegnati, con l’offerta B2B vogliamo rivoluzionare la ristorazione aziendale, portando anche all’interno delle aziende alcuni dei valori che hanno fatto il successo del servizio B2C: personalizzazione dei menù, ricercatezza delle materie prime e attenzione agli aspetti nutrizionali da un lato, comodità, velocità e modernità del servizio dall’altro”.

Un ramo di business, quello dedicato al B2B, già inaugurato a novembre 2017 con l’apertura del primo punto fisico negli uffici supermoderni del nuovo quartier generale di Amazon a Milano, dove Foorban ha allestito uno spazio dedicato dove gli oltre 500 dipendenti di Amazon fanno il pick-up – direttamente dagli ampi frigoriferi a vista – dei piatti del giorno cucinati freschi dagli chef Foorban, facendosi guidare nella scelta del pasto dalle informazioni nutrizionali relative ad ogni piatto indicate sugli schermi distribuiti lungo le pareti del locale.

Con lo sviluppo omnichannel, quindi, Foorban diventa il primo food delivery a portare anche offline il suo servizio, facendo un percorso inverso rispetto a quello classico delle startup digitali. E così, dopo aver rappresentato, con il suo modello integrato di ‘ristorante digitale’, una novità assoluta in un settore, quello delle consegne a domicilio, che vale, solo in Italia, più di 400 milioni di euro, la startup si propone di innovare e digitalizzare, in ottica consumer, anche il comparto del contract catering aziendale, che pesa oggi, globalmente, oltre 500 miliardi di euro, e destinato a raggiungere un volume di 700 miliardi di euro nel 2023.

“Non abbandoneremo il delivery, tutt’altro. Grazie alle consegne cresciamo del 15% mese su mese, abbiamo acquisito più di 5.000 clienti solo a Milano e servito oltre 100.000 pranzi. Nei prossimi mesi estenderemo il servizio anche alle cene, e il delivery sarà la prima linea di business coinvolta nel processo di internazionalizzazione. Per noi essere un ‘ristorante digitale’ significa proprio questo”, sottolineano i tre founder di Foorban.

“La sfida è creare un’esperienza completa e multicanale che sia coerente in tutti gli aspetti del servizio: unire l’online e l’offline, le consegne e l’in-store, digitalizzare il punto fisico e mantenere una componente fisica e umana nella consegna dei nostri piatti, dal sorriso del rider all’assistenza del servizio clienti”, concludono.