Start-up, rivoluzione incompiuta
Una su due con i conti in rosso

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Il 50% delle nuove aziende innovative della Campania è in perdita. È quanto emerge dall’elaborazione dei dati di Infocamere, che pubblica in questi giorni il rapporto sulle start-up con i dati Il 50% delle nuove aziende innovative della Campania è in perdita. È quanto emerge dall’elaborazione dei dati di Infocamere, che pubblica in questi giorni il rapporto sulle start-up con i dati aggiornati al primo trimestre del 2015. Il dato campano è comunque inferiore alla media nazionale, che evidenzia un 58,1 per cento di imprese in perdita. In linea con il resto d’Italia, invece, i numeri relativi al capitale sociale medio di queste attività, che si attesta sui 52mila euro. Infocamere rileva inoltre come per ogni euro di produzione il valore aggiunto generato dalle start-up innovative sia di 12 centesimi contro i 20 delle società di capitali. Il valore della produzione, in media, è pari a 118mila euro mentre l’attivo si attesta a quota 233mila euro per impresa. “È evidente – dicono da Unioncamere – che le startup hanno una difficoltà nell’effettuare il consolidamento finanziario dopo aver ottenuto successo nel mercato di riferimento”. In altre parole si può dire che manca il salto di qualità. Una circostanza che, almeno a leggere i dati, frena l’ascesa delle nuove imprese innovative. Un altro elemento che accomuna la Campania con il resto d’Italia è la distribuzione delle start-up per settore merceologico: il 73 per cento fornisce servizi alle imprese (in particolare, prevalgono le seguenti aree: produzione software e consulenza informatica, 30,2 per cento; attivita? di ricerca e sviluppo, 16,3 per cento; attivita? dei servizi d’informazione, 8,1 per cento); il 18,2 per cento opera nei settori dell’industria in senso stretto (su tutti: fabbricazione di computer e prodotti elettronici e ottici, 3,7 per cento; fabbricazione di macchinari, 3,4 per cento; fabbricazione di apparecchiature elettriche, 2,3 per cento); il 4,1 per cento nel commercio. Alla fine del primo trimestre 2015 la Campania si colloca al settimo posto in Italia, il primo tra le regioni del Sud, per numero di startup innovative (214). La graduatoria è guidata da Lombardia (808), Emilia Romagna (451) e Lazio (347). In Campania si concentra il 5,77 per cento del totale nazionale delle start-up mentre il rapporto tra queste imprese e il totale delle società di capitali della regione è dello 0,15 per cento, il più basso d’Italia dopo il Lazio. Napoli è la quinta provincia per numero di aziende innovative ma è fuori, come le altre realtà della Campania, dalla classifica che tiene conto della densità di start-up presenti sul territorio.