Stati generali della Sanità, De Luca: Abbiamo risanato il settore e cacciato le clientele politiche

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In foto Vincenzo de Luca

“Presentiamo l’immagine di una Regione come casa di vetro che rende conto di quello che ha fatto nel settore sanitario”. Il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, parla agli Stati generali della sanità, in corso all’ospedale Cardarelli di Napoli, voluti dal governo regionale per fare un rendiconto di ciò che è stato fatto nel settore nella prima metà di legislatura, e quello che resta da fare. “Siamo tra le prime regioni in Italia nell’organizzazione sanitaria”, dice De Luca, che poi sui risultati raggiunti aggiunge:”Nel 2015 la Campania era l’ultima regione in Italia sui livelli essenziali di assistenza (Lea), mentre ad oggi siamo prossimi al valore soglia di 160 punti”. Sui conti: “Abbiamo approvato tutti i conti consuntivi dal 2012”, e “entro il 2018 ci sarà la fine del commissariamento”. “Abbiamo gestito un sistema sanitario da dopoguerra”, incalza il governatore, “con 13 mila dipendenti in meno. Le aziende ospedaliere hanno ricorso a personale precario, che entro il 2018 saranno tutti stabilizzati, dopo le prime 800 stabilizzazioni gia’ operative, con percorsi amministrativi corretti”. Previste anche ulteriori 4mila nuove assunzioni.
“Abbiamo – dice – gestito il sistema sanitario regionale con 1,7 miliardi in meno, di cui 250 milioni l’anno di tagli nazionali, 1,2 miliardi di fondi di accantonamento, risorse che non abbiamo potuto utilizzare per via del contenzioso giudiziario accumulato, e trecento milioni di euro di immobilita’ passiva”. Sui pagamenti alle imprese De Luca dice “che ad oggi i pagamenti sono a 32 giorni per i farmaci – neanche in Svizzera avviene -, e a 60 giorni per gli altri fornitori”, ed aggiunge che “entro il 2018 risolveremo tutte le partite debitorie della Regione”. Il governatore ricorda poi l’eliminazione del ticket regionale sanitario di 10 euro a prestazione, l’apertura di 64 nuove farmacie nel 2017 e altre 200 di prossima apertura, l’aumento nelle strutture sanitarie regionali di 1637 nuovi posti letto. Ed ancora: il superamento dei target, 95%, nelle vaccinazioni per la esavalente, e oltre il 92% per la tetravalente piu’ morbillo. De Luca sul tema critica “la disinformazione condotta anche da forze politiche che in questo momento si preparano a governare l’Italia. Siamo arrivati – dice – a vedere morire i bambini per il morbillo, e scherzando scherzando rischiamo di far riemergere la poliomelite: e’ una vergogna nazionale”.
Poi il governatore parla della riduzione dei tempi delle liste d’attesa: per una colonscopia nel 2015 i giorni medi di attesa erano 41, nel 2018 trentanove. Mentre per una visita oculistica i giorni d’attesa sono passati nello stesso arco temporale dal 39 a 20. “La riduzione dei tempi delle liste d’attesa dev’essere la nostra ossessione. Dobbiamo diventare primi in Italia”, dice De Luca, che poi parlando di edilizia sanitaria aggiunge che con la fine del commissariamento saranno investiti 1,6 miliardi, per l’acquisto di tecnologia e la ristrutturazione di “tutti gli ospedali della regione” con l’apertura “di 5 nuovi nosocomi, tra cui Nola, Giugliano, Costiera Sorrentina, Sessa Aurunca”. Tra gli obiettivi futuri De Luca indica la creazione di una rete di medicina territoriale, la riduzione della mobilita’ sanitaria verso altre regioni, la riorganizzazione del 118, “non smantelleremo le reti provinciali”, una piattaforma unica per la gestione dei farmaci, il miglioramento dei valori Lea, l’eliminazione dei ritardi nella procreazione assistita, dove dice “bisogna accelerare”.
Il governatore parlando poi dei manager della sanita’ campana dice che “non c’e’ nessun somaro che in questi anni e’ stato nominato primario. Abbiamo cacciato la clientela politica dalla sanita”. Plauso al lavoro svolto dalla giunta De Luca e’ arrivato dal direttore generale programmazione sanitaria del ministero della Salute, Andrea Urbani. “La Campania sta lavorando bene”, ha detto. Aggiungendo che nei prossimi 5 anni arriveranno novita’ nel sistema sanitario nazionale “che non si vedevano da trecento anni. L’innovazione – ha aggiunto Urbani – cambiera’ i percorsi di cura. E anche la governance dovra’ cambiare tenendo conto del cambiamento che e’ in atto” .