Stazione di Afragola, il caso finisce in parlamento

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Un’interrogazione della deputata Pina Castiello (ex Forza Italia ora Lega Nord) ripropone il caso della stazione dell’alta velocità ferroviaria di Agragola (Napoli). Ecco il testo completo. “Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. – Per sapere – premesso che: poco più di un mese fa è stata inaugurata, alla presenza anche del Presidente del Consiglio Gentiloni e del Ministro interrogato, per la quinta volta, la stazione di alta velocità di Afragola (Napoli), il cui progetto risale al 2003 e la cui realizzazione finale era prevista nel 2008; l’opera, progettata dall’architetta di fama internazionale Zaha Hadid è costata circa 70 milioni di euro, fungendo da stazione di appoggio per Napoli centrale e accoglie quotidianamente 36 treni diretti verso nord e sud: 18 Frecce di Trenitalia e 18 treni Italo di Ntv; Sono stati sollevati da più parti dubbi relativi alle dimensioni della stazione, che sono considerate eccessive rispetto al traffico previsto (come segnalato anche dalla Corte dei conti della Campania in occasione dell’apertura dell’anno giudiziario che l’ha definita «un investimento eccessivo»); tali dubbi si sommano alle altre perplessità legate al fatto che la stazione risulta quasi del tutto scollegata dal restante traffico ferroviario della regione. Infatti, non risulta attivo nessun collegamento su ferro programmato con la variante Cancello – Napoli e con il possibile prolungamento delle linee della circumvesuviana e della metropolitana di Napoli sulla stazione; Il prolungamento della linea alta velocità-alta capacità fino a Bari, con una spesa prevista di 6 miliardi e 200 milioni di euro, nonché l’ammodernamento della linea ferroviaria sino a Reggio Calabria darebbero, in prospettiva futura, un notevole sviluppo alla stazione Napoli-Afragola; pochi giorni fa, un’operazione dei carabinieri e della forestale ha portato al sequestro del parcheggio dell’area ovest della stazione, un’area di circa 15 mila metri quadrati, che sembra sia stato costruito su terreni non bonificati e con rifiuti nocivi interrati e dove lavorano, per di più, operai sprovvisti di regolare contratto; Sebbene il Presidente del Consiglio abbia fastosamente celebrato la definitiva apertura della stazione, permangono molti problemi: il bar è chiuso, le scale mobili funzionano a singhiozzo, gli impianti di aria condizionata sono fermi, i sistemi anti incendio risultano mancanti, si rilevano infiltrazioni di acqua. La stazione è tuttora un cantiere aperto; appaiono notevolmente carenti tutte le infrastrutture di collegamento alla stazione, a causa della posizione dell’attuale amministrazione comunale, del tutto inerte a parere dell’interrogante, che non ha implementato l’intesa istituzionale sottoscritta con la regione Campania nell’autunno del 2012 in «accordo di programma» con la perdita di 50 milioni di euro di fondi comunitari e con la sospensione della realizzazione dei previsti svincoli dall’autostrada A1 e dall’asse mediano -: Quali siano, nel dettaglio, le motivazioni che hanno portato a un dispendio così cospicuo di risorse pubbliche per la realizzazione di un’opera inaugurata con dieci anni di ritardo e che, ad oggi, in realtà, non è ancora del tutto operativa e, per alcuni aspetti, presenta profili tali da far ipotizzare situazioni di dubbia legittimità e danni patrimoniali; se non ritenga necessario istituire un tavolo operativo con regione e comune per recuperare la programmazione in precedenza avviata e i relativi finanziamenti, onde permettere la realizzazione delle indispensabili opere infrastrutturali citate che consentirebbero, in futuro, una fruizione piena e funzionale della stazione;  Se il Governo non intenda approfondire, per quanto di competenza cause e responsabilità di tale situazione posto che a parere dell’interrogante si sarebbe dovuto vigilare sulla correttezza dei lavori eseguiti e realizzare le opere complementari previste dall’accordo procedimentale sottoscritto con Rete ferroviaria italiana nel giugno del 2012 (impianti di illuminazione stradale sull’anello viario esterno, adeguamento degli impianti di sollevamento nei sottopassi)”.