Stazione Sperimentale Pelli, Edoardo imperiale presenta il piano di rilancio

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in foto Edoardo Imperiale, dg di Stazione Sperimentale per l'Industria delle Pelli e delle materie concianti (Ssip)

“Per la filiera pelle la Stazione Sperimentale è fondamentale, perché investe in conoscenza, fa formazione ed è tra i più antichi istituti di ricerca italiani, rappresentando un’eccellenza a livello europeo. Vogliamo che la pelle italiana sia in grado di migliorare la propria posizione internazionale e per questo offriamo il nostro supporto a 1.200 imprese in termini di miglioramento delle attività e di trasferimento tecnologico”. Così Edoardo Imperiale, dg di Stazione Sperimentale per l’Industria delle Pelli e delle materie concianti (Ssip) ad un convegno svoltosi a Lineapelle, mostra internazionale dedicata al settore conciario. “La Stazione – prosegue Imperiale – negli ultimi 12 mesi ha implementato 10 linee di ricerca, puntando soprattutto sui temi della sostenibilità ambientale. Abbiamo chiuso accordi con Cnr e varie Università e vantiamo già 28 nuove linee di ricerca che le imprese, con cui avremo un confronto one to one sempre più considerevole, possono adottare per migliorare i processi produttivi. E guardiamo anche a nuove imprese con il lancio di un fondo nazionale di Seed Capital realizzato con la Camera di Commercio di Pisa e finalizzato a finanziare start up ad alto contenuto tecnologico nel settore conciario e dell’economia circolare”. “La Stazione Sperimentale è fondamentale per la filiera pelli, giusto compagno di viaggio per affrontare tutte le sfide del futuro – sottolinea Gianni Russo, presidente Unic -. Le imprese chiedono continuo aggiornamento, evoluzione dei prodotti e allineamento alle esigenze del problema ambientale. Siamo il settore che investe di più sui ricavi, abbiamo affrontato il tema della sostenibilità per primi con risultati eccellenti. La pelle italiana è la più qualificata al mondo, ha numeri strabilianti in Europa ma non dobbiamo mai abbassare la guardia: creatività, fantasia, capacità del conciatore italiano fanno la differenza”.